Marilyn Manson. Still da "Don't Chase the Dead" (2020) diretto da Travis Shinn.

Norman Reedus complice di Marilyn Manson in “Don’t Chase the Dead”

Dopo il lead single We Are Chaos, Don’t Chase the Dead è il secondo brano estratto da We Are Chaos, l’album di Marilyn Manson disponibile dall’11 settembre 2020 e che segue a distanza di tre anni Heaven Upside Down. Co-prodotto dallo stesso Reverendo e da Shooter Jennings, il disco è stato descritto come un concept album, «lo specchio che non vorresti fissare».

Questo concept album è lo specchio che io e Shooter abbiamo creato per l’ascoltatore. È lo stesso nel quale non ci specchieremmo. Ci sono così tante stanze, armadi, casseforti e cassetti. Ma nell’anima o nel tuo museo di memorie, i peggiori sono sempre gli specchi. Frammenti e scaglie di fantasmi hanno infestato le mie mani mentre scrivevo la maggior parte di questi testi.
Marilyn Manson

Esattamente come la sopracitata title-track, Don’t Chase the Dead è la dimostrazione di come, a detta di Elena Raugei nella sua recensione, «l’hard horrorifico e le contaminazioni industrial-glam dei giorni d’oro, quelli dei primi dischi, hanno ceduto il passo a un songwriting se non pop, di certo maggiormente orecchiabile o comunque sia decodificabile». Ma, nonostante questo, a Manson non si può negare una certa dignità nel portare avanti la sua carriera, più di tanti colleghi ancora in circolazione.

Diretto da Travis Shinn, il videoclip di Don’t Chase the Dead vede come protagonisti Manson e la star di Walking Dead Norman Reedus. Complici di un crimine assieme ad una terza persona, una donna per la quale sembrano provare lo stesso affetto, i due protagonisti tentano la fuga in macchina, evitando che Manson muoia dissanguato per una ferita all’addome; il tutto è intervallando da immagini orrorifiche del Reverendo coperto di sangue.

Su SA, alla pagina dedicata, potete recuperare la discografia di Marilyn Manson, oltre alla già citata recensione di We Are Chaos e a quella del precedente album Heaven Upside Down.