Robin, il protagonista del videoclip di "Paranoid Android"

Seguire il flusso (della disperazione). I Radiohead nel videoclip di “Paranoid Android”

Da molti ritenuto il vero capolavoro dei Radiohead, Paranoid Android fin dal momento della sua pubblicazione, il 26 maggio 1997 come primo anticipo del successo assoluto OK Computer, catalizzò l’attenzione su di sé per la sua composizione (in larga parte per merito di Jonny Greenwood), in seguito per i temi messi in campo (farina del sacco di Thom Yorke) che intendevano mescolare e trovare un punto di connessione e correlazione (sorta di causa/effetto) fra argomenti come la follia, la violenza, gli slogan e il capitalismo. A differenza di quanto viene elaborato nel videoclip che uscirà per promuovere il brano su MTV, per il testo l’ispirazione principale fu una tappa del frontman in un bar di Los Angeles, dove era accerchiato da sconosciuti visibilmente alterati dalla cocaina. Più di tutti, a scuotere Yorke fu l’episodio di una donna che divenne violenta dopo che qualcuno le aveva versato un drink addosso. Ricorda Yorke:

Aveva uno sguardo che non avevo mai visto da nessun altra parte… non sono riuscito a dormire quella notte a causa di quello sguardo.

Il resto del testo, comunque, non è affatto autobiografico – come riferito dal frontman – e anzi è piuttosto divertente nella sua non linearità espositiva. Così come nel titolo stesso, Paranoid Android, troviamo un riferimento esplicito e gustoso al personaggio di Marvin, il robot depresso di Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams, un personaggio che depresso lo è per natura e perché perfino tutti gli altri attorno a lui si aspettano quel tipo di comportamento. «Un vero e proprio manifesto dello stato di alienazione di fine millennio causato dalla tecnologia e dal vuoto sociale («Please could you stop the noise I’m trying to get some rest? From all the unborn chicken voices in my head»)», come scrive il nostro Fernando Rennis nello speciale Il codice dei pesci strani: 25 canzoni dei Radiohead.

Per il videoclip ufficiale, i Radiohead avevano già in mente un modo per sparigliare le carte e non ripetere quanto fatto in passato.

Quando venne il momento di lavorare al video, un sacco di gente venne da noi a dirci: ‘Grandioso, possiamo farne un altro nello stile di Street Spirit, tutto cupo, nero e dark’. Beh, no. Ci siamo divertiti molto a scrivere questa canzone, quindi anche il video dovrebbe far ridere. Ma deve anche essere folle. Thom Yorke

Magnuss Carlsson sembrava allo stesso tempo la persona perfetta per il ruolo di regista e la più folle appunto. Attivo nel campo dell’animazione, era reduce dal successo televisivo della sua serie, Robin (1996), divenuta celebre nel mercato di casa sua in Svezia dopo il rinnovo per due stagioni e un totale di 30 episodi. Carlsson decise in accordo con la band, fan del suo lavoro, che Robin sarebbe stato il protagonista della storia, in una sorta di estensione del proprio mondo. Ad accompagnarlo nelle sue deprimenti e alienanti avventure c’è anche l’amico di sempre Benjamin. Il regista si trincerò nel suo ufficio per circa 12 ore filate guardando fuori dalla finestra in cerca di ispirazione e ascoltando a ripetizione il brano, ma senza l’ausilio del testo; questo perché Yorke e soci non volevano che il video seguisse in maniera troppo letterale le parole.

Lo stile visivo è quello del cartoon svedese: semplicistico, con enfasi sulle linee e i colori quasi sempre scelti tra quelli primari o comunque verso tonalità pastello. Robin e Benjamin si imbarcano per le strade di quella che ha tutta l’aria di essere una capitale europea (qualcosa a metà strada tra Bruxelles e Amsterdam) perché nel corso del filmato i Nostri si imbattono in vari rappresentanti del parlamento europeo ritratti in maniera grottesca e nemmeno troppo velatamente disperata. In questo percorso (o flusso) della disperazione ci sarà il tempo per prostitute, drogati in mezzo alla strada, risse al pub – dove fa la sua comparsa anche una versione cartoon della band con Yorke e Jonny Greenwood molto riconoscibili – sirene e un angelo con cui giocare nel frattempo a ping pong e svolazzare su un elicottero.

Parla veramente di tutta la violenza che c’è [intorno a Robin], esattamente come la canzone. Non la stessa identica e specifica violenza che si percepisce nel testo, ma tutto quello che accade intorno a lui è molto problematico e violento, e lui sta semplicemente sprofondando nell’oblio. C’è e non c’è al tempo stesso. Per questo funziona. E questo è quello che avviene nella mia testa ogni volta che lo vedo. Thom Yorke

La programmazione praticamente continua del videoclip su MTV compensò in un certo senso i pochi passaggi radiofonici del brano nelle stazioni radio americane. Ovviamente, la censura si attivò quasi immediatamente (per rimuovere il seno delle sirene che si vede verso la conclusione). Su MTV Europe venne mandato in onda nella sua versione integrale per circa due settimane solo perché il censore ufficiale della rete in quel momento era in malattia e impossibilitato a segnalare la cosa; dopodiché anche MTV Europe cedette alla versione editata. Una successiva versione statunitense vide invece le sirene incriminate indossare il pezzo di sopra di un costume, mentre quella originale venne poi inclusa nelle edizioni home video di 7 Television Commercials e The Best Of DVD.