Greta Van Fleet. Still da "Heat Above" (2021). Regia: Matthew Daniel Siskin

Il sogno tra le nuvole dei Greta Van Fleet: il videoclip di “Heat Above”

Dopo My Way, Soon e Age of Machine, Heat Above è il terzo singolo estratto in anteprima da The Battle At Garden’s Gate, l’album dei Greta Van Fleet in uscita il 16 aprile 2021 via Lava/Republic Records. Registrato presso gli Henson Recording Studios e al No Expectations Studio con il produttore Greg Kurstin, il disco arriva a distanza di due anni dall’esordio con Anthem of the Peaceful Army

Heat Above è stato presentato per la prima volta al Zane Lowe Show su Apple Music 1, durante un’intervista – riportata da Consequence Of Sound – in cui i quattro, tra le altre cose, hanno parlato dei luoghi dove sono stati durante il lungo periodo in cui non sono stati in tour.

C’è ancora molto amore nel mondo sebbene non sembri così ed è proprio questo ciò che racconta “Heat Above”, il cammino verso le stelle insieme.
Sam Kiszka (basso, tastiere)

La canzone «si sviluppa lungo le coordinate di una pomposa sfilata sonora – scrive Valerio di Marco nel suo commento –  sorretta dai classici riferimenti d’antan e caratterizzata da un mood positivo, promettente». Che Heat Above sia un brano «teatrale, eloquente ed esagerato» lo conferma la stessa band nella nota stampa, ribadendo il bisogno di un “altrove” rispetto al periodo drammatico che stiamo vivendo; infatti anche l’album viene presentato come «una riflessione sul loro viaggio nel presente».

È un sogno tra le nuvole, un momento di pace nella tempesta. Tematicamente parlando, è un culto del paradiso, surreale, strano, vivo e libero.

Diretto da Matthew Daniel Siskin, il videoclip di Heat Above prosegue la storia raccontata in quello di Age of Machine, infatti all’inizio troviamo i Greta Van Fleet all’interno dello stesso hangar freddo, spoglio e dal bianco accecante. Nel resto del video li vediamo esibirsi con vestiti eccentrici (e bianchi), le cui decorazioni argentate richiamano a più tradizioni teatrali; le loro figure si muovono immersi in un fumo altrettanto bianco, come se – per l’appunto – suonassero tra le nuvole.

Su SA trovate la recensione di Anthem of the Peaceful Army scritta da Riccardo Zagaglia.