Bruce Dickinson degli Iron Maiden contro il punk

Bruce Dickinson degli Iron Maiden, in un'intervista concessa al Guardian, si sfoga contro il punk

Durante la sua carriera, il cantante degli Iron Maiden Bruce Dickinson ha sempre mantenuto un basso profilo. Nessuna dichiarazione particolare, nessuno scandalo, ha sempre preferito far parlare la sua musica e la sua voce. In una recente intervista rilasciata al Guardian, tuttavia, sembra che il frontman degli Iron Maiden si sia concesso una piccola polemica quando l’intervistatore ha portato all’attenzione il fatto che il metal può correre il rischio di essere considerato una forma d’arte minore nella comunità artistica.

Il punto di maggior vicinanza fra il metal e la comunità artistica” – ha detto Dickinson – “è stato il punk. La ragione per cui hanno accolto così bene il punk è perché era spazzatura e la ragione per cui hanno accolto così bene la spazzatura è perché potevano controllarla. Potevano dire: ‘Oh, sì, siamo punk e possiamo prendere in giro tutti. Non sappiamo suonare i nostri cazzo di strumenti, ma possiamo fingere che sia tutto una grandissima performance artistica‘”.

La polemica nei confronti dell’establishment artistico e del punk non si è fermata qui. Dickinson ha aggiunto inoltre che “metà dei ragazzetti che suonavano punk si prendevano gioco dell’establishment, pensando: ‘Che branco di coglioni! Dateci i soldi e ce ne andremo affanculo, ci fotteremo le groupie soffiandoci il naso coi vostri soldi’“. Sornione, Dickinson conclude che quella delle band punk era tutta invidia e che in realtà “avrebbero voluto suonare in una band metal, circondati da pornostar“.

Fresca e divertente, è arrivata inoltre la risposta, via Facebook, di una punk band d’eccellenza, i Dead Kennedys: “Forse, [Bruce Dickinson] non ha mai sentito suonare East Bay Ray “[chitarrista della band].

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