• mar
    01
    2010

Album
@C

Baskaru

Pedro Tudela e Miguel Carvalhais, ovvero gli @c, sono l’unica promessa portoghese mantenuta del dopo-glitch in ambito europeo, e tra i pochi e rari musicisti di quella generazione a dare un valore affettivo alla musica frammentata che compongono. Passati su Sirr, Crònica, Grain of Sound, approdano ora sulla francese Baskaru.

Music for empty spaces è un diario di bordo, vertiginosamente allucinatorio, registrato tra Lisbona, Nagoya, Glasgow, Parigi. Un taccuino dove sono annotati scampoli di luoghi, registrati così bene da sostituirsi alle tracce, partizioni di collassi sonori e gente, nature plastiche che involvono in conflitti e contesti trasposti.

Si tratta di un lavoro non troppo dissimile da quello di un reporter di guerra, contemporaneamente frapposto sul corpo della terra (da qui la sua particolare ascultazione, dove a filtrare sono oggetti, pareti, rivestimenti, membrane) ed insieme sull’interno delle cose (il processing più che modificare amplifica millimetricamente tutte le istanze, come quella di un orologio, di un porto, di una campana). Sbalordisce e riesce in sostanza l’equilibrio perfettamente bilanciato tra microsuoni e dettagli e corpi più frattali e pesanti che donano al materiale un’istanza tattile così veritiera e sacrale che si fa fatica a chiamarla solo-musica.

Come nell’ultimo Marc Behrens, si parla di geografie, luoghi che respirano ed esplodono, di nature molto poco da cartolina e molto spesso mortali e devastanti.

24 aprile 2010