• feb
    14
    2013

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Capire se i cambiamenti radicali nelle scelte stilistiche degli artisti siano frutto di pura ispirazione o il risultato di freddi calcoli economici non è mai facile. Se il soggetto in questione risponde al nome di Joshua Harvey in arte Hervé, la soluzione all’enigma si fa ancora più ostica.

Dopo aver pompato e remixato quattro quarti disco-oriented per mezzo decennio, il londinese classe 1980 abbandona tutto il frangente più truzzo (fidget-step-house) della musica elettronica per dedicarsi ad un progetto più ricercato che preferisce fare perno sulla cura dei dettagli invece che sul ritmo.

Si intitola The Art of Disappearing, esce per la sua Cheap Thrills e purtroppo ha l’aria di un tentativo in parte fallito: la presenza di Katie Stelmanis (Austra), Niki and The Dove e Maria Minerva tradisce uno sforzo ben mirato verso la ricerca di hype-acts nel ruolo di supporto vocale. Katie e il suo timbro operistico approdano nella spettrale Save Me (uno degli apici del disco che suona come se gli Austra abbandonassero gli anni eighties), valido anche l’hypnagogic-triphop in compagnia di Maria Minerva (Gold), mentre colpisce meno il pasticciato feat con il duo svedese (Mother Protect). Altra guestata “di lusso” è quella dei Seasfire in Loose Control: i quattro bellocci di Bristol modellano territori a cavallo tra pop e Weeknd-r&b.

Nelle restanti cinque tracce prive di guestate canore, Hervé cerca di stare al passo con i tempi impastando post-hop, slow-beats e oscurità Tri Angle, ma le intuizioni più interessanti le troviamo in una sorta di effetto electro-gaze presente nell’iniziale Bears – come se Shields tagliasse a metà corpose battute glo – e nel mood astratto e deviato di Red Tractor. Skip facile per le stantie epicità di Mountains e Worry Crow.

Hervé cambia pelle, ma suda sette camicie per trovare un filo conduttore che unisca, contestualizzi e che dia un senso di compiutezza all’opera. The Art of Disappearing infatti per il momento non va oltre il semplice diversivo, ma Joshua Harvey dimostra comunque una versatilità da sviluppare al meglio in futuro.

16 marzo 2013
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