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5.5

Primo full-length dopo due extended plays, per l’italiano Kein, artista che bazzica l’idm con un occhio alla performing art. In Bloom è composto da sette tracce di microhouse, lievi glitch, minimal in 60 bpm o poco più, tra ipnosi e placenta. Il metronomo lento indica pulizia del suono come pure poca creatività. Si tenta di superare la scansione del ritmo esibendo oscillazioni più animate, ambienti (Look After Me) e abboccamenti groove (Brixton Rd.), finendo però in un impero di mezzo fra dream pop e classica. Su tutte Sugar, per il rotto della cuffia, dona caustici spazi un po’ dark un po’ balearic, tutto in punta di fioretto, percependo quasi sempre l’ombra di un Trentemøller o di un Kettel meno giocherellone. Meno rispetto e molta più audacia.

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