Recensioni

6.8

Pare che il sud italiano sia afflitto, tra le altre cose, da una selvaggia epidemia garage-rock. Come se fosse il frutto della voglia incontenibile d’imbizzarrirsi, di concedersi lo spasmo vitale che elargisca le giuste frustate alla cappa della crisi. Bene così. Anche perché band come i Sonic Daze riescono a farne un intercalare più che plausibile, probabile valvola di sfogo per lorsignori e provvida gragnola di scapaccioni elettrici per chiunque si sintonizzi.

Il quartetto pugliese, fondato nel 2010 e qui al debutto con un EP prodotto in benedetta autarchia e “totally analogic”, esprime genuina devozione al verbo eccitante e sgarbato di FleshtonesMC5 e Flamin’ Groovies con sei pezzi originali nei quali capita altresì di avvertire una certa attitudine per l’irruenza melodica dei Kinks più basali (soprattutto nella opening Hear Me Calling). Una travolgente Amorality e la speziata So Many Colours (dedicata ai surf-garagisti Barracudas) sono gli altri momenti clou di una scaletta concisa e godibilissima. Che ti lascia col sospetto che sia appena saltato il tappo di un vaso pieno di cosucce eccitanti.

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