Recensioni

Powerpop pieno e divertente, quello dei Super Tempo, trio della provincia di Venezia al terzo album, secondo per Go Down Records. Potremmo inserirli sotto Panda Kid, Lava Lava Love e Charlestones a beneficio di un animato panorama nord-est nostrano dell’ultima ora, con nume i Mojomatics. Il loro limite è che trattengono poco fra le braccia i loro CD preferiti. Infatti, in I’d Rather Born Then Get Burned ci sono i loro Pogues, in You’re Always Late la loro idea di surf non poi così dissimile da quella propagandata dai Man or Astro-man? (ma meno core e più originaria), in 8 hours man i loro Rolling Stones, in St. Eve il loro swamp, in Swear Your Fats il loro grunge, in The Kids Are Connected e in Blue Rock il loro punkabilly a lambire il fuzz.
Rielaborano, setacciano e pescano nel mare magnum dell’immediatezza rock temi ricorrenti e solubili. C’è una marea di gruppi così, motivo per cui spesso si ingarbuglia il fiore con il letame e viceversa. I brani sono discretamente legati fra loro, il prodotto è stato registrato con coerenza, senza strani orpelli, e arriva diretto come è giusto che sia. Nell’attesa che il tempo sedimenti.
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