Recensioni

Attivissimi nella scena romana sperimentale con i loro progetti madre Neo, Mombu, Germanotta Youth e Pharm, Antonio Zitarelli e Fabio Reeks Recchia (rispettivamente batteria e macchinari) convogliano forze e lucidissima follia nei Surgical Beat Bros.
Miscela distruttiva di elettronica e free-afrobeat-metal ribattezzata dagli stessi protagonisti come pop chirurgico, Surgical Beat Bros si discosta notevolmente dalle produzioni passate dei due musicisti, proponendo una formula compositiva estremamente complessa ma, inverosimilmente, ballabile e fresca. Se già in precedenza i Battles, mischiando funk, indie rock, post rock e elettronica, avevano già in qualche modo sdoganato l’ancheggiamento negli ambienti colti del math rock, il duo romano osa di più, rendendo accessibili strutture metriche articolate e tortuose trasformando, in poche parole, l’”indanzabile” in danzabile (No! e Techno Ruzzle su tutte).
Simili per attitudine agli inglesi Three Trapped Tigers, ma orientati più verso il free jazz sperimentale, i Surgical Beat Bros (bravissimi anche dal vivo, dove riescono a sprigionare tutta l’energia espressa su disco) superano agilmente la difficile prova del disco d’esordio, portando una ventata di freschezza nella scena sperimentale italiana.
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