Recensioni

I Törst sono un duo sulla breccia da una dozzina d’anni, da quando cioè i salernitani Paolo Marcellini e Adriano Elia decisero di allestire questo percorso parallelo agli Exu’, band undeground in cui militavano dal ’93. Con la nuova ragione sociale sfornano un bel po’ di titoli sperimentando sonorità disparate in un turbillon stilistico che chiama in causa – riporto quasi testualmente – psych e minimalismo passando per l’immancabile post, il kraut e l’ambient.
Con Po(p)tential, album numero nove, tentano un approccio più accessibile, una sorta di folktronica terrigna, discreta, sì carezzevole però abbastanza schiva per non dire austera, frutto poco appariscente che sotto la scorza nasconde polpa succosa, maturata nei tempi e nei modi che dicevamo, capace di risolvere complessità che avvertiamo in filigrana. Un gradevole piccolo mistero difficilmente inquadrabile, miraggio desertico tra caligini mediterranee, ugge metropolitane e fragranze bucoliche, sostenute dalla calma dei forti o dei disillusi non saprei ben dire. In ogni caso, molto bravi.
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