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    19
    2013

Album

Fueled By Ramen

Il rock-pop FM americano sta attraversando una fase per certi versi nuova: se nella seconda metà degli anni ’90 il dominio fu del post-grunge (e meteore annesse) e, nella prima parte degli anni zero, del nu metal/modern rock (e Meteore annesse), da qualche anno, tra effetto long tail e indie->mainstream, stiamo vivendo in un panorama più variegato – non per questo necessariamente migliore – in cui i chitarroni vengono sostituiti da chitarrine, fresh-tunes, full-of-energy e spensieratezza.

Il 2012 si è da poco concluso con un poker di protagonisti che rispondo ai nomi di Mumford & Sons, Of Monsters And Men, The Lumineers e Imagine Dragons. Seguendo questa ventata di happy vibes evitiamo deprimenti confronti nostalgici con quello che accadeva venti anni fa (Nirvana, Pearl Jam, RHCP, RATM…) e guardiamo al 2013: uno dei primi breakthrough potrebbe essere quello dei Twenty One Pilots.

Originari dell’Ohio, Tyler Joseph e Josh Dun danno vita al progetto Twenty One Pilots sul finire dello scorso decennio con un omonimo album autoprodotto, prima di approdare alla Fueled by Ramen – infausta bandiera del fake-emo ’00s – che prima gli pubblica il Three Song EP e poi, quest’anno, l’album Vessel.

L’impatto visivo è piuttosto lontano dai canoni mainstream: il batterista Josh Dun batte energicamente sulle pelli via Travis Barker, mentre Tyler Joseph si alterna tra microfono e piano a metà tra l’indie-popper più patinato e linee di derivazione hip hop. L’idea alla base però è molto meno interessante di quanto possa sembrare: l’intento è unire il pop-rap (Eminem in alcuni frangenti) con tutto il contesto pseudo-indie degli ultimi tempi (Fun., Walk the Moon e compagnia) in brani ruffiani destinati agli under-18, resi ancora più odiosi dal timbro melodico-vocale di Tyler, in bilico tra teen-rock di marca MCR e le derive post-Gibbard dell’impresentabile Owl City.

Un brano come Ode to Pop racchiude l’essenza crossoveristica del duo: strofa rap, improvvisa sterzata power-pop, coralità target-Glee e didattiche intrusioni elettroniche. Il singolo Holding On To You è ottimo per le radio, così come Migraine e il suo pacchiano ritornello; più audace invece – seppur con molti limiti – l’utilizzo del synth trancey di Car Radio (con tanto rimpianto automatico per la Blinded By The Lights di The Streets). A completare la gamma radio-friendly non possono mancare la scappatoia folk-pop di House Of Gold e la piano ballad Truce.

Vessel è una spremuta di disimpegnato easy listening di spessore nullo e con un grande difetto: appena terminato il suo ascolto, qualsiasi proposta – anche la più insignificante – rischia di essere rivalutata in positivo.

25 febbraio 2013
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