Recensioni

Giochiamo ad indovina chi. Primo indizio: “duo ragazza-ragazzo in zona future-pop con un Ring di mezzo”. Ok, so già a chi state pensando, ma il secondo indizio vi spiazzerà: “non sono canadesi”. La risposta infatti non è Purity Ring ma Young Wonder, progetto con base a Cork in Irlanda, risultato dell’unione tra il beat maker Ian Ring e la vocalist Rachel Koeman.
L’omonimo EP di debutto, uscito ormai da qualche mese per la Feel Good Lost Records (che cura anche i numerosi videoclip), ha l’obiettivo primario di presentare al mondo il microcosmo sonoro dei due irlandesi e contemporaneamente di farli emergere tra una folta selva di artisti sotto alcuni aspetti abbastanza simili. L’apertura è affidata completamente a Ian Ring che confeziona un crescendo di due minuti e quaranta (A Live Mystery) prima di lasciare spazio alla voce di Rachel (come timbro siamo su coordinate nordiche via Fever Rey/Niki & The Dove/Karin Park), protagonista in Orange.
In Flesh riescono nell’impresa di utilizzare a loro volta un sample dei masters of samples The Avalanches (il classicone Since I Left You) costruendoci attorno un contesto piuttosto interessante. Sono invece beats e bassi più corposi a sorreggere la strofa, decisamente melodica, di Tumbling Backwards e le atmosfere piuttosto spettrali di Pulse che portano a pensare che la vera mente degli Young Wonder sia Ian, abile nell’impastare pitch-shifted vocals, tratti glo-fi e intuizioni glitch-hop sotto il segno delle quattro S (Slow Magic, Sun Glitters, Stumbleine e Shlohmo).
Chiudono l’EP tre remix di Orange, Flesh e Tumbling Backwards a cura rispettivamente del sopracitato Sun Glitters, Sertone e Daìthi.
Recentemente in Italia per il Club To Club, i poco più che ventenni Young Wonder hanno già pubblicato in rete due nuovi brani che dovrebbero anticipare l’uscita di nuovo materiale: Lucky One (qui aleggia lo spettro di James Blake) e To You, caratterizzato da aperture pop non indifferenti.
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