Temporali

Dell’invisibile soglia che divide l’eccesso di sarcasmo dalla mancanza di talento

L’antefatto è semplice nella sua crudezza. C’è il “solito” naufragio del “solito” barcone di migranti nel Mediterraneo. Uno di quegli episodi divenuti ormai quotidiani e a cui ci stiamo tristemente abituando, al punto quasi da anestetizzare il dolore, di vederlo scorrere, indignandoci di più o di meno a seconda “dell’hype” del fattaccio, sulle nostre timeline social in attesa del prossimo. Un calendario di disgrazie, tragedie, avvenimenti luttuosi che sta inesorabilmente abbassando la soglia del dolore (della sua elaborazione, della sua presenza, della sua percezione) verso il basso, livellandola verso il cinismo, il disincanto e il sarcasmo. Quando però a essere oggetto del sarcasmo macabro non sono soggetti come i giornalisti di Charlie Hebdo, in prima linea da sempre per dissacrare se stessi ancor prima del resto delle istituzioni e delle convenzioni sociali, politiche e religiose, ma ignoti e ignari esseri umani che affrontano quello che affrontano per effettuare quello che è realisticamente il “viaggio della vita” (spesso trasformato in viaggio verso la morte), allora il discorso cambia. E se siamo i primi a condannare le scorregge verbali delle varie Santanchè, Sallusti, Salvini, Borghezio, casepound e forze nuove, tacciandoli di essere avvoltoi pronti a pasteggiare sulle carni morte degli ignoti e ignari di cui sopra, non possiamo soprassedere quando a toccare, anzi a scivolare pesantemente sull’argomento, sono musicisti con un seguito più o meno importante della famigerata scena “indie” italiana.

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È il caso dei Nobraino, formazione romagnola che si muove “tra arrangiamenti folk-rock e cinismo über lirico” e che ha ben pensato, per mantenere fede al proprio spirito dissacratorio e alla propria indole presuntamente ribelle, di commentare la tragedia avvenuta in queste ore con un post decisamente fuori luogo nel suo essere sarcasticamente insopportabile. Di quel sarcasmo estremo che sembra essere, insieme all’ironia forzata post-modernismo, la cifra stilistica del neo-indie italiano, quello dei gruppi dove contenuti e social 2.0 si fondono e confondono. Il post recitava: “Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate” come introduzione al link di Boats4Life che segnalava la tragedia ancora in atto. L’intento era evidentemente provocatorio, almeno stando al livello dei commenti affidati dal gruppo ai social e alla sua indole “cazzona”, ma sono le modalità e le tempistiche a risultare completamente fuori luogo, a svilire il senso di quello che probabilmente si sarebbe voluto dire e, insieme, di quello che è successo. Schermata 2015-04-20 alle 11.26.05

Le quattro modifiche affidate al post nel giro di poco più di sei ore, concluse con il nuovo post molto edulcorato “La realtà è di cattivo gusto”, dimostrano come l’eccesso di sarcasmo si trasformi spesso in un boomerang in fatto di visibilità, specie se è un assordante silenzio a far seguito al fattaccio. “[…] È evidente che voleva essere una denuncia di un fatto drammatico, e il sarcasmo era volto proprio a evidenziare questa drammaticità, visto il disinteresse generale”, le uniche parole che tale Fabbri, autore del post e in arte conosciuto come Nèstor, ci ha concesso via msg, prima di raddoppiare la figuraccia con un “ti faccio fare lo scoop, sei pronto?” che lo connota come figlio di una visibilità troppo agognata e schizofrenica. Questo comportamento, però, porta con sé, oltre alla condanna per la mancanza di umiltà derivante dal non comprendere il senso delle proprie “provocazioni”, anche un’altra constatazione, e cioè che è ormai innegabile che il sarcasmo sia il nuovo diktat, intento a camuffare dietro humor nero, provocazioni vecchie come il cucco (dai, facci vedere il cazzo sul palco del primo maggio) e sarcasmo buttato là solo a mo’ di clickbaiting, una qualche mancanza di talento e creatività. Della serie, il sarcasmo vale, ma soltanto se usato con intelligenza, altrimenti il confine col cattivo gusto o, addirittura, con la stupidità, è veramente labilissimo.

Solo stamattina è giunta la tardiva risposta di Kruger, cantante della band, che si dissocia dall’operato del collega.

Buongiorno a tutti, qui Lorenzo Kruger.Torno ora da un week-end di concerti e purtroppo solo ora mi accorgo di cosa…

Posted by Nobraino on Lunedì 20 aprile 2015

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