Ricordo quasi tutto
Mar
08
2019

Adriano Zanni

Ricordo quasi tutto

Bronson

AvantAmbient
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Info

Ricordo quasi tutto è il nuovo album di Adriano Zanni, in uscita l’8 marzo 2019 via Bronson Recordings. «Gli alberi che stavolta si fanno bosco – afferma il musicista – simboleggiano un fitto ammasso di ricordi e pensieri, quelli dietro all’idea del disco. Gli alberi sono anche un modo per collegare idealmente un percorso comune a tutti i miei ultimi lavori».

«In Ricordo quasi tutto le registrazioni sul campo, oltre che documentazione, si fanno esplicitamente memoria sonora – si legge nel comunicato stampa allegato al disco – Zanni fa tutto per conto suo, cimentandosi con field recordings, strumenti analogici e digitali. “Il disco è stato registrato nell’estate 2018, quando stavo affrontando problemi di salute che mi hanno costretto a un isolamento forzato. I ricordi ai quali ho attinto tramite field recordings catturati negli ultimi quattro o cinque anni, sono stati una via di fuga e un ritorno alla vita. Ricordi di momenti felici: semplici passeggiate invernali sulla spiaggia, falò, temporali estivi o flash della minuscola isola di Linosa in cui ragazzini della banda della chiesa tentavano di provare The Final Countdown per la festa del paese. Oppure ricordi meno felici, come quelli collegati alle auto che scorrono nel pezzo d’autostrada fra Ravenna e Bologna, che da anni percorro più volte a settimana per andare a fare terapie in ospedale”. Il fulcro della scaletta, articolata in sette tracce (l’ottava è una ghost track), è rappresentato probabilmente da Onde sinusoidali, esplosioni e inutili ricordi: “Durante il ricovero ospedaliero mi ero portato un piccolo synth OP1, così mi mettevo in cuffia e manipolavo onde sinusoidali creando vari preset per le bozze dei pezzi che ho poi definito. Il ritiro per le incisioni del disco è invece avvenuto nella mia casa al mare, a Marina Romea: una notte in spiaggia ho registrato i fuochi d’artificio, che nel mio immaginario d’infanzia si tenevano tradizionalmente a Marina di Ravenna la notte di ferragosto e simboleggiavano la fine dell’estate, di fatto uno spartiacque”».

di Fabrizio Zampighi

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