The Ship
Apr
29
2016

Brian Eno

The Ship

Warp Records

Elettronica
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  • The Ship
  • (i) Fickle Sun
  • (ii) The Hour Is Thin
  • (iii) I’m Set Free
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Info

In uscita il 29 aprile 2016 via Warp, The Ship è l’album di Brian Eno successore di LUX del 2012. Originariamente concepito da esperimenti con tecniche di registrazione tridimensionali e formato da due parti interconnesse, The Ship è un «album tradizionale quanto un romanzo musicale», spiega la nota stampa.

«A livello musicale ho voluto fare un disco di canzoni che non dipendesse dalle normali basi della struttura ritmica e dalle progressioni di accordi, ma che permettesse alle voci di esistere nel proprio spazio e tempo, come gli eventi in un paesaggio. Ho voluto inserire eventi sonori in uno spazio libero e aperto», ha affermato Eno nella nota stampa. «Uno dei punti di partenza è stata la mia passione per la Prima Guerra Mondiale, quella straordinaria follia trans-culturale che è nata da uno scontro di hybris tra imperi. È successa poco dopo l’affondamento del Titanic, che per me è il suo analogo. Il Titanic era la nave inaffondabile, l’apice del potere tecnico umano, creato per essere il più grande trionfo dell’uomo sulla natura. La Prima Guerra Mondiale è stata la Guerra della tecnologia militare, nata per essere il trionfo della volontà e dell’acciaio sull’umanità. Il fallimento catastrofico dei due ha posto le basi per un secolo di esperimenti drammatici sulle relazioni tra gli esseri umani e i mondi che essi creano per se stessi. Stavo pensando a quei vasti campi di terra agonizzante in Belgio durante la Prima Guerra Mondiale e all’immenso e profondo oceano dove il Titanic affondò, e a quanta poca differenza fece tutta quella speranza e delusione umana. Esse persistono e noi passiamo in una nuvola di chiacchiere».

«L’umanità sembra vacillare tra hybris e paranoia», racconta Eno, «la superbia del nostro potere in continua crescita contrasta con la paranoia di essere permanentemente e sempre più in pericolo. Arrivati all’apice ci rendiamo conto di dover scendere di nuovo…sappiamo che abbiamo più di ciò che ci meritiamo o che possiamo difendere, e così diventiamo nervosi. Qualcuno, qualcosa sta per prenderci tutto: questo è il terrore dei ricchi. La paranoia porta alla difensiva, e finiamo tutti in trincea, uno di fronte all’altro, nel fango».

In concomitanza con la pubblicazione dell’album verranno portate in giro per il mondo varie installazioni dell’artista, in cui si potrà ascoltare una versione alternativa di The Ship in tre dimensioni. Maggiori informazioni sul sito dedicato al progetto. Il 30 marzo Eno condivide via Spofiy la title track del disco, traccia dalla durata di ben 21 minuti, mentre dal 21 aprile è disponibile lo streaming di Fickle Sun (iii) I’m Set Free, cover di I’m Set Free dei Velvet Underground.

«La prima volta in assoluto che ho ascoltato i Velvet Underground è stato durante una trasmissione radio di John Peel», ha dichiarato Eno in una nota stampa. «È successo all’epoca dell’uscita del loro primo album e ho pensato “ecco, questo mi piace e di questo voglio saperne di più”. A quel tempo stavo vivendo una grossa crisi. Ero dibattuto se diventare un pittore o piuttosto buttarmi nella musica. Non sapevo suonare alcuno strumento al tempo e quindi la musica è sembrata allora la meno ovvia delle scelte. Eppure quando sentii i Velvet Underground pensai: “puoi fare entrambe le cose”. Quello è stato un avvenimento importante per me.

I’m Set Free ha sempre avuto un significato speciale per me, ma non avevo mai pensato al testo: “sono libero di trovare una nuova illusione”. Wow. Questo per dire che non è che andiamo dall’illusione alla realtà (l’idea occidentale di trovare la verità), piuttosto andiamo da una soluzione che va bene per noi ad un’altra. Di più, non credo che siamo in grado di comprendere – e nemmeno siamo particolarmente interessati – la verità, o ciò che crediamo sia la verità. Quello in cui crediamo è avere ingegno e invenzioni che funzionino. [Yuval Noah Harari nel suo libro “Sapiens”] afferma che ciò che rende coerenti e cooperative società su vasta scala [come le nostre] sono le storie che condividiamo. La democrazia è una storia, la religione è una storia, il denaro è una storia. E tutto questo si sposa bene con la strofa “I’m set free to find a new illusion”. Mi sembra chiaro che ciò di cui non abbiamo bisogno oggi è gente che agita le proprie mani e pensa di sapere quale sia la retta via».

di Edoardo Bridda

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