Album

Cocktail Party Effect - Cocktail Party Effect

1 Maggio 2020 bassmusic grime

Esce sulla Tectonic Recordings di Pinch il secondo, omonimo album del producer inglese di stanza a Berlino Charlie Baldwin, meglio conosciuto come Cocktail Party Effect.

L’album contiene 12 tracce ad altissima densità ritmica (e altrettanto elevato potenziale incendiario per club e warehouse parties) che esplorano le varie sfumature bass, come da tradizione Tectonic. Affidandosi ad una palette di suoni ristrettissima e incentrata in modo pressoché esclusivo sulle percussioni – ed effetti vari annessi e connessi – oltre che ad uno spiccatissimo senso del sound design, Cocktail Party Effect non risparmia colpi e assesta un banger dopo l’altro in quella terra di mezzo multiforme dalle sincopi spasmodiche che è la (sua) bass music. Accenni dancehall in Talking to Bricks (unica traccia a presentare un contributo vocale), un’eruzione breakcore in Cause For Bad Shelving, drums impazzite in I Get It (Lost Banknote), la chiusura malinconica di Loner, e in mezzo tanta, tanta altra carne al fuoco.

A voler cercare spiriti affini nel panorama contemporaneo, impossibile non citare le ultime fatiche di Walton sempre su Tectonic; e, soprattutto, ascoltando Cocktail Party Effect si ha la sensazione di aver di fronte la versione meno austera e più godereccia del rigorismo targato East Man/Basic Rhythm, con cui Cocktail Party Effect condivide la ricerca intorno ad una scarnificazione del groove e una freddezza sonora-concettuale al crocevia fra la tensione implosa che serpeggia fra le architetture brutaliste di periferia (si ascolti Brutalism) e luccichii glabri e asettici da tecnocrazia internettiana.

Tappa obbligata in questo 2020 per tutti gli amanti dell’hardcore continuum, o di ciò che ne rimane.

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