Album

Gorillaz

26 Marzo 2001 rock electro hiphop

Pubblicato il 26 marzo 2001 a tre anni dall’avvenuto sodalizio tra i suoi due leader fondatori – il frontman dei Blur Damon Albarn e il fumettista Jamie HewlettGorillaz è l’omonimo album che inizia la fortunata saga della virtual/cartoon dei record. Il gruppo, concepito dopo lunghe ore di binge watching passivo di MTV in quel di Westbourne Grove, parte con il botto giusto due settimane prima, anche perché il primo singolo è uno di quelli che non si scordano. S’intitola Clint Eastwood, vuoi per l’attore vuoi per la somiglianza del motivetto con il tema de Il Buono, il Brutto e il Cattivo. «Non puoi far meglio di quella canzone, è un potente, incredibile, ibrido», ricorderà il frontman anni più tardi. E anche la storia che c’è dietro è di quelle che sanno di predestinazione: Damon, in arte 2-D, accende l’Omnichord della Suzuki e il primo preset disponibile è già il beat. Cose che succedono una volta nella vita. Il primo strumento preso in mano contiene in nuce una hit mondiale.

Con una partenza del genere e con il relativo videoclip a entrare nell’immaginario collettivo grazie alle animazioni di Hewlett – che di fatto con quel clip presenta al mondo l’irresistibile band animata – il disco vende facile 7 milioni di copie. Con Dan “The Automator” Nakamura a metterci beat e sample e Kid Koala a scratcharci sopra, non è un capolavoro, beninteso, ma quel mix di pop e dub, rock e hip hop, funk e punk, esaltato dall’inconfondibile registro Albarn e dall’immaginario visivo-narrativo fatto di post-modernismo spinto e riferimenti incrociati, è l’ariete perfetto per sfondare un mercato che va ben oltre l’Europa. Gli altri tre singoli estratti, è vero, otterranno risultati decrescenti in termini di gradimento ma 19-2000 e Rock the House (sempre con il rap di Del the Funky Homosapien e con il campione di Modesty Blaise del jazzista John Dankworth) marcano ben strette le chart, specie il primo, che di fatto assomiglia all’imbattibile Clint Eastwood e ottiene buoni risultati anche lato USA complice pure il videoclip con il suo ultradinamico mix di 2d e 3d, corse a tutta birra nelle highway, dischi volanti e esplosioni. Del brano vale la pena ricordare anche l’ottimo Soulchild Remix, trasmesso a ripetizione in TV accompagnato dall’identico videoclip dell’originale e presente inoltre nella colonna sonora del videogioco Fifa 2002.

Gorillaz segna una ripartenza in grande stile per Albarn i cui rapporti con i colleghi all’interno dei Blur nel frattempo erano andati deteriorandosi, in particolare dalle session di 13 in poi. E un lancio su scala globale per Jamie Hewlett che dalle pagine del cult Tank Girl (pubblicato all’epoca anche in Italia e da cui è tratto anche un film del 1995) arriva a far conoscere i propri fumetti a un pubblico fino a prima inimmaginabile.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
  • 1 Re-Hash
  • 2 5/4
  • 3 Tomorrow Comes Today
  • 4 New Genious (Brother)
  • 5 Clint Eastwood
  • 6 Man Research (Clapper)
  • 7 Punk
  • 8 Sound Check (Gravity)
  • 9 Double Bass
  • 10 Rock The House
  • 11 19-2000
  • 12 Latin Simone (Que Pasa Contigo)
  • 13 Starshine
  • 14 Slow Country
  • 15 M1 A1
  • 16 Clint Eastwood (Ed Case Re-Fix)
SentireAscoltare

I più ascoltati