Album

The Stooges

5 Agosto 1969 rock

Nell’aprile del ’69, Iggy Pop (voce), Dave Alexander (basso), Ron Asheton (chitarra) e Scott Asheton (batteria) si ritrovano assieme a John Cale alla Hit Factory di New York per incidere quello che diventerà l’omonimo album d’esordio degli Stooges.

Le session sono fulminee, cinque giorni infuocati durante i quali l’ex-Velvet convince i ragazzi ad abbassare di un paio di tacche il volume dei Marshall ma, soprattutto, riesce a convogliare le energie dei quattro in maniera proficua rispetto alla scrittura dei pezzi: accanto a un’acida 1969, al piglio malsano di I Wanna Be Your Dog e a quello schiacciasassi nichilista intitolato No Fun, i pezzi già pronti, si affiancano la psichedelia brusca di Real Good Time, i nervi biechi di Not Right e la sprezzante Little Doll. A questi episodi, tesi e impetuosi, si aggiungono una Ann dal lirismo sordido che sembra sprofondare i Doors – lentamente – in un lago di lava, e soprattutto We Will Fall, un raga narcotico avvinghiato al bordone di viola suonata dallo stesso Cale: quest’ultima, in chiusura del primo lato del vinile, è un rituale cupo che dilata ambiti e dimensione di un album pubblicato il 5 agosto 1969 e giustamente considerato proto-punk, ma da questa formuletta un po’ troppo sbrigativamente esaurito.

Il 1969 è un anno di album formidabili, da Abbey Road a Let It Bleed, da Led Zeppelin II a Volunteers, da Hot Rats a Happy Trails. Tra questi, l’esordio degli Stooges non riesce a emergere in termini di vendite e popolarità, ma sa ritagliarsi una propria dimensione, un quid di veemenza e minaccia. L’impronta stilistica deve molto al garage, ma alza il livello dello scontro diventando acid-blues e hard-rock (e prefigurando l’heavy metal), come fanno anche e ad esempio i travolgenti Blue Cheer. Nel caso della band e di quest’album, si respira una specificità che deve più al bisogno di mettere in scena il collasso stesso dell’illusione del controllo civile, produttivo, meccanico, industriale e (quindi) bellico su cui Detroit aveva costruito la propria fortuna. Il tutto è sorretto da una sorta di “estetica della stupidità” di cui Iggy è il protagonista assoluto.

I testi sono assertivi, non si preoccupano di fornire un quadro emotivo, o peggio ancora ideologico: descrivono gli atti, i gesti, le decisioni e le sensazioni così come si affacciano alla consapevolezza del protagonista, ed è come se egli non potesse controllare più nulla, come se tutto accadesse su un piano inclinato e non si potesse fare altro che scivolare, senza opporre resistenza. Così in I Wanna Be Your Dog – «Now I’m ready to close my eyes / And now I’m ready to close my mind / And now I’m ready to feel your hand / And lose my heart on the burning sands / And now I wanna be your dog» – oppure nella più lirica Ann – «I looked into your cool, cool eyes / I felt so fine, I felt so fine / I floated in your swimming pools / I felt so weak, I felt so blue».

Per quanto riuscito, ispirato, persino devastante, The Stooges non può che raccontare ciò che è la band in quel momento …sul palco. Lo show di New York del 6 settembre 1969 al Flushing Meadow Park Pavilion di New York City (con MC5, Moloch & David Peel and The Lower East Side) è sconvolgente, cronaca che si fa subito leggenda: Iggy osserva il pubblico con sguardo allucinato e sprezzante, si infila le dita nel naso con noncuranza, qualcuno gli tira una lattina di birra, lui la raccoglie e la rispedisce con violenza al mittente, quindi inizia a cantare. A quel punto qualcuno lancia una bottiglia di vetro sul palco, che va in mille pezzi: non potendo rilanciarla, l’Iguana si lancia sulle schegge, inizia a rotolarcisi sopra come indiavolato, ferendosi su tutto il busto. Il pubblico è, comprensibilmente, sotto shock.

[Continua la lettura su Searchin’ To Destroy, lo speciale approfondimento sulla carriera di Iggy Pop curato da Stefano Solventi]

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
  • 1 1969
  • 2 I Wanna Be Your Dog
  • 3 We Will Fall
  • 4 No Fun
  • 5 Real Cool Time
  • 6 Ann
  • 7 Not Right
  • 8 Little Doll
SentireAscoltare

I più ascoltati