Album
Pleasure Prison
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Giuseppe Zevolli
- 26 Febbraio 2021
«Fascism was mobilising people for the war-machines, rave is mobilising people for the pleasure-machines». Così Achim Szepanski, fondatore dell’etichetta Force Inc. Music Works e della sublabel Mille Plateaux sintetizzava i propri subbi sulle derive apolitiche dei rave anni Novanta, come raccontato da Simon Reynolds in Generation Ecstasy. «Freizeitknast», l’idea di un «piacere» che si trasforma in una «prigione» cui Szepanski faceva riferimento, è al centro del nuovo album del musicista russo di stanza a Barcellona Ivan Zoloto, Pleasure Prison.
Nelle impenetrabili atmosfere noise di Zoloto, tuttavia, non c’è traccia di alcun “principio del piacere”, solo memorie di un escapismo trasformatosi in prigione. Il brano Problem No.1, attraversato dai monotoni lamenti dello strumento tradizionale a tre corde jouhikko, dà corpo alla metafora aprendosi e chiudendosi con il cigolio di una porta. Nonostante il titolo del brano successivo sembri offrire una chiave di lettura ottimista (The Door Is Open), qui le texture, se possibile, diventano ancora più opprimenti.
Lo spirito DIY di Zoloto e della sua etichetta School of The Arts permea la produzione di questo asfittico cortometraggio noise a cavallo tra le eccessive (s)composizioni di Aaron Dilloway, l’ambient di Biosphere e le corde infuocate degli esperimenti più elettrici della violoncellista Lucy Railton. L’apice di questo connubio viene raggiunto nella title-track, un crescendo di 36 minuti, cui partecipa la violinista Sasha Kretova.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Pleasure Prison (feat. Sasha Kretova)
- 2 Problem no. 1
- 3 The Door Is Open
- 4 Voice Message (feat. LSS)
- 5 Elevator Scene
- 6 Pleasure Prison (Dale Cornish Remix)
