HYPER OPAL MANTIS
Feb
24
2017

Kangding Ray

HYPER OPAL MANTIS

Stroboscopic Artefacts

Techno
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Info

Il sesto album di David Letellier aka Kangding Ray è il primo a non essere pubblicato da Raster-Noton, bensì dalla Stroboscopic Artefacts. Non è comunque il primo lavoro che l’artista francese (da tempo con base a Berlino) fa uscire con la label di Lucy, a partire dalla partecipazione alla serie digitale Monad nel 2012 (Monad XI) fino alla traccia Ardent nel 12″ del marzo 2016 in split con Rrose, passando per Luna, brano compreso nel terzo capitolo dei dischi celebrativi per i cinque anni dell’etichetta (V – 5 Years Of Artefacts – Chapter Three).

«Navighiamo in un modo di piaceri ingegneristici – si legge nel comunicato stampa – di big data che monitrano i movimenti e le abitudini di consumo, e di rappresentazioni della realtà falsamente obiettive, ulteriormente confuse dalla riduzione della curva dell’attenzione e da diversi strati opachi di interpretazione culturale e manipolazione politica […] la nostra percezione sensoriale primaria, assai più astratta, emotiva e sensuale, ci fa percepire il mondo come un regno ambiguo di cui siamo parte, ma che non controlliamo. Un complesso intreccio di forze che interagiscono e schemi enigmatici, un matrix di desideri sovrapposti. L’atto essenziale alla resistenza è ricostruire questi legami con la natura, riconnettersi con i nostri sensi e nel frattempo diffondere amore. Hyper Opal Mantis è un trittico sui 3 stadi dei desideri, in cui HYPER rappresenta la sensuale e primordiale lussuria, OPAL la catarsi emotiva, un estatico desiderio d’amore, e MANTIS, come l’insetto a cui fa riferimento, è l’attrazione fatale e distruttiva».

di Alessandro Pogliani

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