Album

Keep On Your Mean Side

10 Marzo 2003 indie

Si sono conosciuti in modo molto rock’n’roll, Alison Mosshart e Jamie Hince. La prima, punk-rocker cresciuta in Florida, si trova a Londra con la sua band Discount. Nello squat in cui abita, sente un tizio che al piano di sopra martella alla chitarra tutto il giorno: è Hince. I due si annusano reciprocamente, scoprono affinità musicali profonde e capiscono che possono collaborare.

Nascono così i Kills, che sostanzialmente saranno loro due più un Roland 880 a staffilare basi ritmiche. Garage con i synth? Perché no, siamo nel Duemila baby. Formula essenziale ma – soprattutto all’inizio, prima che una certa inevitabile ripetitività prendesse il sopravvento – comunque ricca di sfumature e eccitante il giusto. Merito del sesto senso per i taglienti riff punk-delta blues di Hince (alias Hotel) e della voce della Mosshart (alias VV), che fa venire in mente PJ Harvey, Kim Gordon, le Sleater-Kinney ma con un carico aggiuntivo di erotismo malato che rende tutto molto intrigante.

Chi ha visto la coppia in concerto in quei primi anni ricorderà sicuramente la tensione sexy che irradiava dal palco, tipica peraltro di un uomo e una donna che non stanno insieme. I Kills si sarebbero tenuti attaccati alla loro “parte cattiva” ancora per qualche anno, prima che il riflusso che avrebbe sommerso la piccola rivoluzione garage di inizio millennio spazzasse via anche loro. A anni di distanza, Keep On Your Mean Side continua comunque a suonare peccaminoso, noir e …sì, ancora molto rock’n’roll.

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