Album

Led Zeppelin IV

«Stiamo lavorando ad un pezzo molto lungo», dichiarò Jimmy Page, «stiamo cercando di fare qualcosa di nuovo con un crescendo di organo e chitarra, per poi iniziare la parte elettrica… Potrebbe durare tipo… una quindicina di minuti… e dal vivo anche di più!».

Alla fine durerà “solo” otto minuti scarsi, Stairway To Heaven, fulcro del quarto disco in studio dei Led Zeppelin. Registrato nello studio mobile dei Rolling Stones e all’Island Studio di Basing Street, a Londra, prodotto dallo stesso Page, il disco raccoglie otto tra le canzoni più note del quartetto inglese, tipo Black Dog, che prende un serrato giro armonico inventato da John Paul Jones e lo trasforma in un rock’n’roll acrobatico di prim’ordine, ma anche Misty Mountain Hop, intima, bluesy, colma di immagini poetiche fra l’epico e il rustico. Ci sono poi Rock ’N’ Roll, che ricicla in parte Keep A-Knockin di Little Richard e in parte Something Else di Eddie Cochran e le trasforma in un saliscendi hard incendiario, il sabba blues convulso di Four Sticks, quindi la trasognata Going To California e il blues arcigno ma introspettivo di When The Levee Breaks (che “ruba” il riff a una registrazione del 1928 di Memphis Minnie e Kansas Joe McCoy). Impossibile tacere poi della meravigliosa The Battle Of Evermore, che evoca paesaggi nordici e spettrali grazie ai sublimi intrecci vocali fra Plant, Jones e la mai troppo rimpianta Sandy Denny.

A parte le canzoni, il disco passerà alla storia anche per le stratificazioni simboliche dell’artwork. «L’immagine di un vecchio», spiega Page, «che trasporta la legna ed è in armonia con la natura, un vecchio che prende da essa e restituisce alla terra… La sua vecchia casa viene abbattuta e lui è costretto a vivere nei ghetti urbani… tipo quello raffigurato nel retro». Detto in altro modo: la copertina zeppeliniana divisa in due parti – vecchio con fascina da un alto, paesaggio urbano/industriale dall’altro – è una specie di atto d’accusa della band alla modernità.

Più incisivo ancora è l’oltraggio alle leggi del music-biz rappresentato dalla natura doppiamente anonima del disco, sprovvisto di titolo e senza il nome della band. Unico riferimento ai Led Zeppelin: il nome di Page in qualità di produttore stampato nella busta interna. I quattro musicisti sono tuttavia rappresentati da altrettanti simboli: Bonzo da tre cerchi che si intrecciano, John da tre ovali che intersecano un cerchio, Plant da una piuma e Page da un misterioso glifo che alcuni dicono ispirarsi a una runa celtica mentre altri sostengono si tratti del simbolo alchemico dell’ambra, e che in ogni caso i più leggeranno come “Zoso”, nome con cui Led Zeppelin IV è da molti conosciuto.

Pubblicato l’8 novembre 1971, è uno degli album di maggior successo della storia con oltre 23 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti d’America. Su SA l’approfondimento di carriera dedicato alla band è di Massimo Padalino.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Black Dog
  • 2 Rock and Roll
  • 3 The Battle of Evermore
  • 4 Stairway to Heaven
  • 5 Misty Mountain Hop
  • 6 Four Sticks
  • 7 Going to California
  • 8 When the Levee Breaks
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