Saturday Night Massacre
Nov
08
2019

Live Skull

Saturday Night Massacre

Bronson

AltPost-punkNoise
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Info

Successore di Positraction del 1989, Saturday Night Massacre è l’album che segna la reunion della storica band newyorkese di culto Live Skull dopo trenta anni di pausa, disponibile dall’8 novembre 2019 su Bronson Recordings.

Costituito da dieci brani, registrato e mixato dai Live Skull stessi al Deepsea di Hoboken, NJ, masterizzato da Fred Kevorkian (Iggy Pop, Debbie Harry, Peter Murphy), l’album aggiorna al presente la formula noise rock/post-punk/no-wave del complesso statunitense, a base di chitarre, basso, batteria, voci maschili e femminili. Anche il concept sociopolitico guarda ai giorni vigenti, come illustrato dal leader Mark C: «I Live Skull sono nati durante l’amministrazione Reagan, la cui agenda anti-progressista, di destra, introdusse quelli che Mark E. Smith definì ‘i nuovi secoli bui’. È quindi appropriato che ci riuniamo trenta anni dopo, nel bel mezzo di una nuova era di forze anti-illuministe in ascesa, più che mai motivati ad amplificare le nostre preoccupazioni per la difesa della libertà sociale e artistica. Ai tempi, i Live Skull hanno utilizzato le immagini dei film gore per esprimere la disillusione nei confronti della svolta della società verso l’oscurità. Adesso i fatti sono abbastanza gore, ovvero cruenti, di per sé.  Non stiamo continuando semplicemente da dove eravamo rimasti, perché il mondo è cambiato e siamo cambiati anche noi. Ma i nostri valori fondamentali e l’interesse per le possibilità illuminanti della pura espressione individuale sono rimasti intatti. I Live Skull sono ancora impegnati a rompere le barriere sonore e sociali, a cercare liberazione e beatitudine artistica negli angoli più in ombra della musica sotterranea».

La line-up schiera allora, oltre a Mark C,  Rich Hutchins (entrato in formazione nel 1987) e il nuovo arrivato Kent Heine (già con Mark C nel progetto elettronico o13), ma si segnala anche la presenza come ospiti delle ex componenti Thalia Zedek e Marnie Greenholz. L’artwork è stato invece curato dall’artista e fumettista Gary Panter.

di editore

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