La Macchia Mongolica
Gen
31
2020

Massimo Zamboni

La Macchia Mongolica

Universal

Rock
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Info

In uscita il 31 gennaio 2020, La Macchia Mongolica è l’album di Massimo Zamboni (CCCP / CSI) che segue i lavori collaborativi Sonata a Kreuzberg, Un’infinita compressione precede lo scoppioSolo una terapia: dai CCCP all’Estinzione (tutti con Angela Baraldi) e l’album solista L’estinzione di un colloquio amoroso del 2010.

A oltre venti anni di distanza, Zamboni torna nella terra vistata insieme alla moglie e ai CSI che ha ispirato uno dei dischi simbolo del Consorzio, Tabula Rasa Elettrificata, recentemente oggetto di un nostro classic album.

«In quella terra mitica – resa immortale dalle gesta di Gengis Khan, attraversata da Marco Polo, conquistata dalla Russia sovietica – Massimo aveva scoperto un’appartenenza ancestrale, pari solo a quella dei boschi emiliani. E aveva scoperto, per la prima volta nella sua vita, il desiderio di avere un figlio – leggiamo nella nota stampa – Caterina nascerà due anni dopo, con una macchia inequivocabile: un piccolo livido destinato a scomparire nel tempo, la cosiddetta macchia mongolica. Compiuti i diciotto anni, Caterina vuole andare in Mongolia, come se volesse tornare a casa».

E’ questo il concept attorno al quale gira il viaggio umano/musicale che Zamboni ha plasmato in 13 tracce quasi interamente strumentali da lui composte e suonate insieme a Cristiano Roversi e a Simone Beneventi. Ma La Macchia Mongolica non si esaurisce qui: anche un libro – scritto insieme alla figlia Caterina ed edito da Baldini e Castoldi – e un film diretto da Piergiorgio Casotti.

«Fra animali mitologici, leggende antichissime, paesaggi che diventano luoghi dello spirito – continua la nota – il disco rappresenta la colonna sonora di un’immersione spirituale, di un’indagine sull’Altrove che è in noi, di un’esplorazione necessaria tra le stanze della memoria più intima».

di Edoardo Bridda

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