Stars Are the Light
Set
27
2019

Moon Duo

Stars Are the Light

Sacred Bones

RockPsych
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Info

Non passa mai troppo tempo tra un disco del Moon Duo e l’altro. Dopo i due volumi della serie Occult Architecture, la formazione psych rock torna il 27 settembre 2019 con un settimo lavoro dal titolo Stars Are the Light. Il primo estratto è proprio la title track, brano leggero costruito su intrecci di arpeggiatori simil 8bit, delicato giro di chitarra indie, soffice batteria anch’essa elettronica, e sognanti melodie dream pop. C’è persino una linea di synth che ricorda i cori di Where Is My Mind. Non proprio quello che ci si aspetta da una produzione firmata dalla band. Ad anticipare l’album seguono poi l’ariosa e gratefuldeadiana Eternal Shore e la più “rock” Lost Heads.

«Siamo cambiati, la natura della nostra collaborazione è cambiata, il mondo è cambiato, volevamo nuova musica che riflettesse questo stato delle cose», scrive la metà femminile Sanae Yamada a proposito di un album incentrato sul ballo «come connettore tra il corpo e le stelle» ma anche su temi quali l’amore, il cambiamento, i fraintendimenti, la gioia, la miseria, l’armonia, la discordia ecc. ecc. Insomma la natura new age cosmico-fricchettona della formazione non è cambiata, ma a cambiare sono le forme con la quale esprimerla, che ora rispecchiano un misto di disco e funk proveniente dai 70s unito a qualche fascinazione da Second Summer Of Love. Sempre Yamanda: «stiamo trovando una nostra strada per esprimere la danza infinita dei corpi in natura». E andare dal mistico attraverso il comunitario è un attimo: «ci piace lo spazio e il senso di comunità di una discoteca: un luogo in cui ci si possa esprimere attraverso la danza, la moda e i modi di essere, in cui tutti sono benvenuti, la diversità è celebrata e l’identità può farsi fluida, dove la forza vitale che ci anima tutti in modo differente possa fiorire».

Alle lavorazioni del disco ha partecipato Sonic Boom (Spacemen 3Spectrum) in fase di missaggio mentre le montagne di Sintra, in Portogallo, hanno fatto il resto fornendo le giuste vibrazioni al duo per comporre e immaginare questa svolta musicale.

di Edoardo Bridda

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