Não é igual não
Dic
13
2019

Juliana Cruz Medeiros

Não é igual não

OTO Casa Discografica

Elettronica
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Info

Pubblicato il 13 dicembre 2019, Não é igual não è l’album di debutto di Juliana Cruz Medeiros sull’etichetta discografica del producer e dj Angelo Sindaco. Misteriosa artista e ancor più sconosciuta musicista elettronica, Juliana che di lavoro fa la makeup artist, deve la pubblicazione del lavoro al fortunato e fortuito incontro con il label manager e storico della scena elettronica bolognese, lo stesso che un paio di anni fa ha pubblicato l’ottimo Grandi Successi con Carli Moretti.

Detto in breve: i due si conoscono sul set di una passerella parigina per questioni di lavoro e si ritrovano a parlare di musica elettronica. Si lasciano con la promessa dell’invio di un album che puntualmente viene recapitato ma le 14 tracce che lo compongono, più che da Copacabana sembrano provenire da Alpha Centauri o da un’altra dimensione proprio. Nulla di HD o genderfluidismo copia incolla, queste sono sfaccettature di un atemporale e iridescente monolite ambient, composizioni artigianali ispirate e fragranti, fatte di calde tastiere e sporadiche drum machine, arpeggiatori e field recording.

Bossa Box è una delle migliori del lotto, e con i suoi scrosci d’acqua e riverberare di metalli richiama certi quartomondismi e/o micronazioni della mente, Mojave e Couro Preto, Gravata Branca vengono subito dopo per bontà e introducono variabili temporali – il tempo e l’attesa – tratteggiate con colori pastello e residui di grandezza vangelisiana, transizioni che riportano la memoria a Microstoria e alla glitch music. Sensazioni che ritroviamo anche altrove in una scaletta che contempla tagli dream synth (Motorista Bêbado), spacey (Rio Ofegante), techno (Assista e Ouça) così come cosmici (Belo Horizonte). In chiusura c’è Pro Meu Bem, il pezzo più german del lotto, o quello che maggiormente richiama le futuristiche note che accompagnano la release del disco, dove leggiamo di macchine guidate a distanza, condizioni post-umane, relazioni sintetiche e mutazioni inevitabili.

di Edoardo Bridda

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