Album
Murder Ballads
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sentireascoltare
- 17 Ottobre 2014
È probabilmente il lavoro più conosciuto di Nick Cave a livello mediatico, e per molti ha rappresentato il primo incontro con il cantautore australiano; merito di un progetto generale che colpiva particolarmente l’immaginazione e dei duetti con Kylie Minogue (Where the Wild Roses Grow) e PJ Harvey (Henry Lee). I celebri videoclip di queste due canzoni fecero tra l’altro guadagnare a Nick una nomination agli MTV Awards per la migliore performance maschile (candidatura poi rifiutata da Lui in persona, con un comunicato in cui spiegava che alla sua Musa non importava proprio niente delle gare).
Le murder ballads nella cultura anglosassone sono un vero e proprio genere a cui appartengono antiche o celebri ballate popolari come Lord Randall o Tom Dooley. La morte violenta, il delitto passionale, le figure di efferati fuorilegge o di improbabili assassini sono quindi il filo rosso (rosso sangue) che lega le canzoni di questo disco. Due sono traditionals rivisitati: Henry Lee si ispira a una ballata popolare conosciuta anche come Young Hunting; Stagger Lee riprende invece una storia raccontata in diverse folk songs americane. Il resto è farina del sacco di Cave, che con la sua solita penna e l’accompagnamento musicale dei Bad Seeds inscena queste storie “nere” mescolando sapientemente i toni – dalla commovente nenia per la “povera Mary Bellows” di The Kindness of Strangers al grottesco, raccapricciante monologo della folle serial killer Loretta di The Curse of Millhaven.
Il culmine finale del disco e della sua torbida vena narrativa è nella carneficina narrata in prima persona dal protagonista di O’Malley’s Bar; se c’è un vertice di tensione, questo è però in Stagger Lee, che colpisce anche perché aggiunge al febbrile blues di Re Inchiostro sagaci tocchi di dub e hip-hop (ed è tuttora un classico immancabile dei concerti del Nostro). A suo modo un album corale come fu Kicking Against the Pricks, Murder Ballads si chiude elegantemente sulle note di una cover di Bob Dylan, Death is Not the End, in cui alle voci di Cave, dei Bad Seeds, di Kylie Minogue e di Pj Harvey si aggiungono anche Anita Lane e Shane McGowan dei Pogues.
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Nick Cave & The Bad Seeds
Lovely Creatures: The Best of Nick Cave & the Bad Seeds 1984 - 2014
5 Maggio 2017