Album
Ólafur Arnalds - Some Kind of Peace
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Nicola Rakdej
- 27 Agosto 2020
Some Kind of Peace è il nuovo album di Ólafur Arnalds, disponibile via Mercury KX dal 6 novembre 2020. In uscita a distanza di due anni dal “tecnologico” Re:member, quest’ultimo lavoro del compositore islandese è stato registrato nel suo studio ubicato nel porto di Reykjavik e si avvale della collaborazione di personalità come il musicista britannico Bonobo, il cantante islandese JFDR e il cantautore tedesco Josin.
Allo scoppio della pandemia Arnalds aveva completato più della metà del disco, ma questo non gli ha impedito di continuare perchè si è accorto di quanto il suo lavoro, ispirato ad esperienze personali passate, risultasse comunque in linea con i tempi che corrono. «Racconta cosa significa essere vivi, osare, essere vulnerabili e sottolinea l’importanza dei rituali – dice la nota stampa – È un viaggio personale raccontato attraverso la musica introspettiva di Ólafur, sullo sfondo di un mondo caotico». Di fatto, la fonte d’ispirazione per Some Kind of Peace è stato il concetto di vulnerabilità, una delle caratteristiche umana più intime; dopo aver preso coscienza di quanto il mondo sia in realtà molto diverso da quello che l’artista islandese aveva sempre pensato.
«Questo album è quasi un risveglio per me a una vita completamente nuova per la quale non penso sarei stato pronto altrimenti – racconta nella press – Vivo una relazione molto felice ora, non penso che sarebbe così se non avessi avuto uno shock per il mio stile di vita, perché semplicemente non sarei stato aperto a questo. Quindi questo album parla molto dell’amore e del non averne paura». A fare da mantra al disco, forse il suo lavoro più personale ed emotivo, una frase che si fa precetto: «non possiamo controllare tutto ciò che ci accade. Tutto ciò che possiamo fare è controllare come reagiamo a ciò che la vita ci offre».
Ad anticipare Some Kind of Peace sono stati pubblicati due singoli: Back to the Sky (feat. JFDR) e We Contain Multitudes (from home). Su SA potete recuperare la recensione dell’album Living Room Songs (2012) scritta al tempo da Gaspare Caliri.
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