Album

Roméo Poirier

Roméo Poirier – Hotel Nota

19 Novembre 2020 ambient
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A metà tra quarti mondi hasselliani, ambient glitchtronica anni zero e un album come Phantom Islands di Andrew Pekler (che già di suo hasselliano lo era un bel po’), Hotel Nota è l’album con il quale il compositore e collagista Roméo Poirier approda sulla mancuniana ambient label Sferic.

Il musicista si era già fatto apprezzare per un piccolo culto come Plage Arrière (2016) e, coerentemente, anche da queste parti parliamo di una glassa sonora che tratteggia i contorni di un mondo al confine tra il naturalistico e l’immaginario; una psicogeografia nutrita ad esotiche fatamorgane ma non solo, ad esser tirato in ballo è anche il mondo di un maestro come Jan Jelinek, quello di Loop Finding Jazz Records, senz’altro, ma come termine di paragone potrebbe bastare la marinata di splendidi droni che risponde al nome di Happening Tone (da Tierbeobachtungen).

Dunque parliamo di musica agostana, o di una sua simulazione che ne dilata i confini. Lo suggeriva la cover di Plage Arrière come quella di quest’ultima prova, così come l’ascolto di un brano come Le bématiste, ovvero il batista, una tela di lino finissima e trasparente che è un po’ la metafora visiva che quest’ascolto suggerisce. Metti che una traccia come Pénombre rimandi al miglior Pan American e la title track e Ekphrasis possano (tra ticchettii e scratch di vinili) rappresentare contrappassi tropicali dei lavori di William Basinski e James Leyland Kirby (ovvero, tra le altre cose, The Caretaker) e la curiosità per l’ascolto di questo disco dovrebbe esser scattata.

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Discografia
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  • 1 Thalassocratie
  • 2 Longe-côte
  • 3 Trace palmaire
  • 4 Le bématiste
  • 5 Sablage
  • 6 Hotel Nota
  • 7 Pénombre
  • 8 Du rocher
  • 9 Ekphrasis
  • 10 Raccordement
  • 11 Balayage

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