Album
Ultramega OK
-
Tommaso Iannini
- 31 Ottobre 2023
Prima ancora che uscisse il debutto per la Sub Pop, Screaming Life, i Soundgarden, si dice grazie a una dritta di Mark Pickerel, batterista degli Screaming Trees, avevano già attirato l’attenzione della SST, che alla fine degli anni ’80 era la casa discografica indipendente americana più in vista di tutte quelle che servivano il bacino artistico del punk e del rock underground. Una indie di livello nazionale e di prestigio, e per la band una sorta di tappa intermedia prima dell’approdo al mondo major che già guardava interessato (l’accordo con la A&M era praticamente cosa fatta).
Le registrazioni del primo LP dei Soundgarden iniziano nella primavera del 1988. I quattro si affidano a Drew Canulette per il ruolo di produttore (già ricoperto nell’EP Fopp) e alla sua unità mobile di registrazione. Teatro delle registrazioni saranno – gioco di parole – il Moore Theatre di Seattle e una sala d’incisione di Eugene, nel vicino Oregon.
Ultramega OK nelle intenzioni vorrebbe partire dalle ottime intuizioni di Screaming Life per mettere a fuoco l’essenza dei Soundgarden come band e sostanzialmente ci riesce pur con qualche imperfezione. L’irrisolutezza momentanea in cui si forma la crisalide della futura grandezza – quando i quattro seattleites riusciranno ad amalgamare al meglio tutti i loro dettagli in un insieme ancora più fluido e coerente e una scrittura più incisiva – a queste altezze temporali si mescola a un po’ di inesperienza e ai limiti di gruppo emergente di una scena ancora (per poco) piccola e marginale.
Il disco ha comunque dei pezzi importanti: Flower si distingue per la sua intro strana e fantasiosa (Kim Thayil racconta di averla “suonata” soffiando sulle corde della chitarra in feedback fino a ottenere un effetto simile a quello di un sitar indiano) ma soprattutto per il ritmo incalzante e sincopato del suo riff; al passo rapido di impronta post-hardcore di All Your Lies e alle variazioni frenetiche di Circle of Power fa da contraltare la lentezza solenne e cavernosa di Beyond the Wheel (dove Chris Cornell può dare sfogo alla sua vocalità da titano), mentre un’epica Mood For Trouble parte da accordi acustici per creare lo squarcio armonico più vibrante di una bella prima metà.
La seconda facciata – su probabile suggestione dei Black Flag – si muove su toni più ipnotici e cadenzati e mette in mostra per ampi tratti un’anima blues, sorprendendo con una cover di Smokestack Lightning, celebre cavallo di battaglia di Howlin’ Wolf, e lasciandosi macerare nella lunga e incandescente Incessante Mace – che sembra rivisitare a modo suo una di quelle vecchie blues jam elettriche degli anni ’60. Tra le curiosità, impossibile non notare i due brevi strumentali 665 e 667 e il minuto di silenzio intitolato apoditticamente One Minute Silence e accreditato come “cover” da John Lennon (che insieme a Yoko Ono aveva firmato Two Minutes Silence).
Tracklist
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Discografia
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- 1 Flower
- 2 All Your Lies
- 3 665
- 4 Beyond The Wheel
- 5 667
- 6 Mood For Trouble
- 7 Circle Of Power
- 8 He Didn't
- 9 Smokestack Lightning
- 10 Nazi Driver
- 11 Head Injury
- 12 Incessant Mace
- 13 One Minute Of Silence
