What A Terrible World, What A Beautiful World
Gen
20
2015

The Decemberists

What A Terrible World, What A Beautiful World

Capitol

PopIndie
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Info

In uscita a gennaio 2015, What A Terrible World, What A Beautiful World è il nuovo album dei The Decemberists, successore di The King Is Dead, del 2011. Il disco, prodotto da Tucker Martine (My Morning Jacket, Neko Case) e promosso con un’atipica promozione in stile busker per le vie di Brooklyn, è stato anticipato dal brano Make You Better, diffuso il 3 novembre 2014.

Il pre order del disco parte il 3 novembre 2014 sul sito ufficiale, dove è possibile prenotare anche un esclusivo deluxe set. La band inoltre s’imbarcherà in un tour europeo e statunitense. Prevista una data, il primo marzo, sul suolo italiano.

Nel periodo che va dall’ultimo album al nuovo lavoro, i The Decemberists – ovvero Colin Meloy, Chris Funk, Jenny Conlee, Nate Query e John Moen – si sono tenuti decisamente impegnati: hanno pubblicato un album dal vivo, We All Raise Our Voices to the Air, contribuito con una canzone alla colonna sonora del film The Hunger Games, sono apparsi in versione animata nei Simpsons e hanno partecipato alla finale della stagione 6 della serie TV Parks and Recreation. Meloy, il cantante e principale autore della band, si è immerso nella scrittura di Wildwood Imperium, il terzo libro della saga d’avventura best-seller The Wildwood Chronicles, da lui creato con la moglie, l’illustratrice Carson Ellis. Il 24 novembre viene pubblicato il videoclip di Make You Better, mentre il 15 dicembre viene condiviso lo streaming audio di The Wrong Year. Il 12 gennaio è il turno del lyric video di A Beginning Song.

«Solitamente prenotiamo lo studio per quattro o cinque settimane e registriamo tutto il disco», spiega Meloy a proposito del nuovo lavoro. «Questa volta abbiamo cominciato prenotando lo studio per soli tre giorni, non sapendo cosa volessimo registrare. Non c’era una direzione né una visione; volevamo semplicemente vedere cosa ne sarebbe uscito. Abbiamo registrato Lake Song il primo giorno, dal vivo, e poi altre due canzoni in quei tre giorni. E lo spirito di quella sessione ha influenzato tutto ciò che è venuto dopo».

di Edoardo Bridda

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