Album

Vincenzo Ramaglia

La parole feat Laure Le Prunenec

14 Febbraio 2020 elettronica idm

In uscita il 14 febbraio 2020 via PEM Records, La parole è il nuovo album del compositore e producer Vincenzo Ramaglia che torna sulla scena discografica a un anno di distanza da Atomic City.  Il lavoro è anticipato, il 7 febbraio, dal remix che μ-Ziq – aka Mike Paradinas, leggendario esponente della scena IDM e titolare della nota etichetta Planet Mu – ha realizzato su una traccia dell’album: La parole 5.

«L’album – si legge nella press release –  è un progetto interamente concepito per voce ed elettronica senza l’uso del computer e si avvale dello straordinario supporto vocale di Laure Le Prunenec, cantante che attraversa con disinvoltura molteplici generi – dal metal più sfrenato alla lirica – in numerosi e noti progetti musicali, tra cui Igorrr, gruppo francese d’avanguardia che da diversi anni ormai sta facendo il sold out per tutto il pianeta». Mixato da Elefante Bianco (Massimo Ruscitto, Raimondo Mosci) e masterizzato da Reference Studio (Fabrizio De Carolis) – due eccellenze romane che vantano collaborazioni prestigiose con Maestri del calibro di Ennio Morricone – La parole è il quinto album di Vincenzo Ramaglia, qui in veste di compositore e produttore.

Diverse le fonti di ispirazione del percorso sperimentale di Vincenzo Ramaglia – prosegue il comunicato. Ne La parole si rintracciano le ritmiche più inquiete e inafferrabili dell’IDM, sequenze analogiche composte sulle macchine come su un pentagramma, ma il tutto manipolato in tempo reale, maneggiando il setup come uno strumento musicale.  Inoltre, grazie al linguaggio utilizzato da Laure Le Prunenec e al suo campionario di tecniche vocali, il suono si fa riflessione sulla parola, puro e cangiante afflato comunicativo rasentando un ideale connubio tra Aphex Twin e Diamanda Galás (nel gesto come nel canto). «Da sempre – dichiara il musicista – aspiro a una musica che riesca a integrare sperimentazione e fruibilità. Penso che sperimentare non significhi necessariamente annoiare o angosciare l’ascoltatore: si può sperimentare anche blandendo l’orecchio, non solo ferendolo. Soprattutto sperimentare, secondo me, significa inseguire – e dunque determinare – il presente di giorno in giorno (piuttosto che appoggiarsi nostalgicamente al passato o opportunisticamente al già sentito)».

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