Hotel Last Resort
Lug
26
2019

Violent Femmes

Hotel Last Resort

Pias

RockFolk
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In uscita il 26 luglio 2019 via Pias, Hotel Last Resort è l’album dei Violent Femmes che segue We Can Do Anything del 2016. E’ il loro decimo album, ancora all’insegna di quel mix di folk, post-punk, jazz spirituale, blues e country che li ha fatti conoscere negli 80s, ancora con la stessa dose di passione e stramberie. Il disco, registrato ai Mighty Fine Productions di Denver, vede Ted Hutt alla produzione (The Gaslight Anthem, Old Crow Medicine Show) e Ryan Mall come ingegnere del suono.

«E’ il nostro miglior disco da Hallowed Ground – scrive in una nota il bassista Brian Ritchie – che è uscito un bel po’ di tempo fa. E’ un album a fuoco, le canzoni tengono tutte bene. E’ un classico, nel senso che la gente lo può sentire tutto d’un fiato. E non è così lungo. Anzi è corto, tarchiato, solido, va al punto, va in direzioni differenti ma torna sempre al cuore della faccenda e poi finisce che forse hai voglia di riascoltarlo».

Ad anticiparlo, la title track con il feat. di Tom Verlaine, frontman dei Television. «Non gli abbiamo dato delle istruzioni – commenta Ritchie – ma Tom ha fatto esattamente quello che speravamo. Ha decisamente affinità col brano. Deve davvero essersi immedesimato nel testo prima di interpretarlo con la chitarra». «Una delle cose più emozionanti della nostra lunga carriera è sicuramente Tom Verlaine che suona in uno dei nostri pezzi – commenta il cantante e chitarrista Gordon Gano – Sentire quel sound è fantastico». A seguire Another Chorus, brano che ironicamente si serve delle metriche del primo rap per poi intonare un ritornello contro tutti i ritornelli: “per favore non cantare un altro ritornello”. «Il pezzo è uno di quei due che è stato scritto prima di entrare in studio – afferma Gano – nessuno nella band lo aveva sentito, e nemmeno l’avevamo provato prima di registrarlo. Quando l’abbiamo inciso la sensazione era che c’era qualcosa lì, ma dopo aver registrato quella che pensavamo fosse la take giusta, il nostro produttore Ted Hutt ci ha implorato di rivederlo, a suo avviso gli mancava qualcosa. Beh son contento che lo abbiamo ascoltato». Il 10 luglio condivide I’m Nothing, rumorosa riedizione di un classico della formazione (è su New Times del 1994) con il feat. dello skateboarder professionista Stefan Janoski. «Il pezzo esplora questo strano bisogno della gente di attaccare etichette ad altri esseri umani», spiega il bassista Brian Ritchie, «rifiutiamo questa pratica in termini umani e attraverso la nostra musica».

di Edoardo Bridda

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