Album

Fever to Tell

29 Aprile 2003 rock wave

Gli Yeah Yeah Yeahs, che proprio recentemente sono tornati “back from the grave” (per usare una immagine molto garage style) hanno sempre avuto un punto di forza e un problema. Ed entrambi hanno lo stesso nome: Karen O(rzalek). Nel suo molteplice ruolo di cantante/personaggio/icona fashion/manifesto femminista, fin dagli esordi ha messo in ombra la sua stessa band (e cioè il chitarrista/tastierista Nick Zimmer e il batterista Brian Chase), attirando i riflettori sulla sua selvatica e carismatica figura di diva glamour. Comprensibile, ma solo in parte.

Negli Yeah Yeah Yeahs, e in particolare quelli ancora implumi ma già sicuri di sé di questo esordio prodotto da David Sitek dei concittadini Tv on the Radio, c’è la consapevolezza di cosa renda memorabile una canzone rock’n’roll, una ferina intuitività per gli hook giusti (quando i ganci melodici ancora contavano qualcosa), granitica compattezza e abbastanza energia da illuminare un paio di quartieri newyorchesi a scelta. Ma è anche vero che di frontwoman come Karen O non se ne vedevano molte, all’epoca. E neppure dopo.

Tra le antesignane il modello di ruolo più evidente era Siouxsie, ma senza i cascami gotici e con il coté sexy molto più esibito. La componente garage, in definitiva, era più questione di frequentazioni e comodità di impacchettamento da parte della critica, perché poi qui più che i Sonics contavano l’art rock, Steve Albini e (anatema, nel piccolo mondo garagista) i riff dei Led Zeppelin. Senza dimenticare, ovviamente, coloro che storicamente sono quintessenza di newyorchesità: i Velvet Underground, il cui fantasma si aggira con occhiali da sole e giacca di cuoio nella torbida ballata di chiusura Modern Romance.

Tracklist
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  • 1 Rich
  • 2 Date With The Night
  • 3 Man
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  • 5 Black Tongue
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  • 7 Cold Light
  • 8 No No No
  • 9 Maps
  • 10 Y Control
  • 11 Modern Romance
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