Prendi per mano D’Amico

Subito dopo l’uscita della prima parte (primi di giugno) e subito prima dell’uscita della seconda (primi di ottobre), abbiamo intercettato Dargen per cercare di capire meglio i perché e i percome della direzione – consapevolmente suicida – definitivamente intrapresa con il progetto su doppio EP digitale D’. Chiacchierata veloce ma densa.

Partiamo da lontanissimo. Più volte hai detto della tua passione per i neomelodici. Qui a Palermo il fenomeno è di una pervasività incredibile. Ma a Milano, come li hai scoperti? La cosa ti interessa a livello di immaginario, di estetica, di voci? Chi ti piace?

Il genere neomelodico è dappertutto, è uno stato della mente non una regione d’Italia, tant’è che anche i neomelodici palermitani cantano in napoletano. Io li ho scoperti prima che si navigasse in rete, era semplicissimo acquistare le musicassette neomelodiche negli autogrill, in tutti gli autogrill, anche nel profondo nord. Amo, ma preferisco comunque non fare nomi perchè i chiacchieroni non sono benvisti tra i neomelodici.

Conosci Alea, la rapper di Acerra? Sono rimasto colpito anni fa dal suo primo singolo, Ghetto, pezzo che poi Neffa ha remixato e sul quale ha rappato una strofa (parliamo di tempi già post-Chicopisco). Era un pezzo con una sua violenza poetica, molto oldskool rap. Anche ad Alea ho chiesto dei neomelodici. Lei apprezza soprattutto i cantanti coi piedi ben piantati nella tradizione, tipo Maria Nazionale (tra i protagonisti di Gomorra versione Garrone).

Anche a me piacciono quelli ben piantati, anche fisicamente. Non conosco la canzone di Alea, però l’ho sentita nominare più volte. Chiaramente abitando ad Acerra avrà una conoscenza ben più approfondita del genere, conoscenza che le invidio.

Visto che siamo in argomento… Ti piace l’ultimo Neffa hip hop? Vi lega, tra le altre cose, la stima che entrambi avete per Emiliano Pepe.

Sì, il Neffa di quel periodo mi piace eccome, come è naturale che piaccia a chi mastica un minimo di rap. A Emiliano sono molto legato, ultimamente lo vedo poco, ma mi fa sempre sbattere ‘o core, lo voglio troppo bene e gli dedico Facimme Pace di Tony Colombo.

Sempre parlando di cantanti amati nel mondo hip hop italiano, che mi dici di Diego Mancino?

Conosco il suo ritornello per un pezzo di Fibra [Idee Stupide; ndr] e mi piace, ma la mia conoscenza si ferma lì. Mi stai facendo fare una figuraccia, grazie.

Hai detto che a Fabri farebbe bene pubblicare un disco dalle vendite non multimilionarie. Hai detto anche che con Controcultura ha probabilmente centrato questo obiettivo. Quanto e come ti pare diverso dalle sue ultime cose? Il suo freestyle sul tuo Van Damme e le anticipazioni che ho sentito da Quorum mi hanno abbastanza convinto…

Ha più chiare le proprie possibilità, meno angoscia, sa lavorare su di sé senza attendere che lo facciano i discografici.

Sia tu che lui siete due nomi storici dell’HH underground italiano. Il vostro percorso artistico è simile e profondamente diverso, come dev’essere. Entrambi avete semplificato l’approccio alla rima e diminuito il tasso di tecnica rispetto alle produzioni storiche (penso a Una Minima e penso a Tana2000), a favore di una comunicatività più asciutta e allo stesso tempo a tinte più forti: le pose da “Eminem italiano” di Fabri, le tue produzioni che flirtano con l’electro (con quell’uso così deformante del vocoder, e ancora il rapping molto meno squadrato, vicino al cantato)… Si tratta in qualche modo di un adeguamento ai nostri tempi?

Mi pare improbabile che un artista resti uguale a sé. Immaginati Vasco Rossi che in ogni disco ripropone Albachiara, magari cambiando qualche parola, qualche nota, ma sempre Albachiara, allora sì che sarebbe giusto incarcerarlo senza appello, l’immobilità è ben peggio del possesso di cocaina. La cosa che spaventa di più è che probabilmente i fan farebbero i salti di gioia ascoltando Albaalba, e l’anno seguente Chiarachiara, e via così fino al 2012.

In Prendi per mano D’Amico dici “mi riconosco nel mio disco solo se mi rispecchio nel retro del cd“. In Il Rap per me dicevi: “Il rap per me è dire cose che non credi su una musica non tua“. L’autenticità è solo una delle maschere possibili?

L’autenticità è relativa. I soldi falsi non sono più falsi di quelli veri. Ben vengano le maschere, il deodorante è una maschera, la buona educazione è una maschera.

Nelle tue ultime collaborazioni con Amari e Crookers, e con questo ultimo eppì in particolare, sembra che tu ti stia costruendo una tua “poetica tamarra”. Mi spiego meglio. “La mia religione è bere una cosa con te” non è una specie di aggiornamento della poetica montaliana delle piccole cose al tempo dell’aperitivo, dei cellulari, del social network eccetera? Penso anche a certe tue dichiarazioni in cui dici che Dio può stare dappertutto, anche e soprattutto nelle piccole cose…

Sì, se l’ho detto, non lo nego. Lungi da me però aggiornare la poetica montaliana, più interessante e utile per me sarebbe se Montale aggiornasse la mia. In realtà le poetiche si aggiornano automaticamente. Forse, se oggi Montale fosse qui a Milano e avesse la mia età, sarebbe un cantautorap come me e magari a quest’ora saremmo assieme.

Sempre in Bere una cosa, parli di “vita senza tempi morti“. Mi ha fatto pensare a Pasolini e ai suoi discorsi su vita, morte, pianosequenza e montaggio…

A me no, ma rispetto troppo le idee altrui per farti cambiare idea.

La produzione di Malpensandoti ha qualcosa dei Daft Punk di Make Love. C’è la stessa atmosfera agrodolce, rarefatta, rallentata. Ecco, quando produci, come produci? Che tecnologia usi, a chi ti ispiri?

E’ un accostamento che mi fa immenso piacere, come l’insalata e l’aceto balsamico, ma credo sia fin troppo sfavorevole per loro. I Daft sono una pietra miliare della musica contemporanea, hanno prodotto dischi e suoni che altrimenti non esisterebbero. Io inversamente, produco con pochissima perizia e molto a sensazione, non sono un musicista, non ho i mezzi per ispirarmi a chi vorrei. Produco con un vecchio pc e una vecchia versione di Acid Pro.

Ultima cosa. Il tuo rapporto con la Sicilia. Ci ritorni ogni tanto o è solo un ricordo (o una fantasia)?

Ci torno spesso, ci mancherebbe. E’ un paradiso in liquidazione.

10 Ottobre 2010
10 Ottobre 2010
Leggi tutto
Precedente
Nu-Soul Queen Andreya Triana - Nu-Soul Queen
Successivo
Blonde Redhead. Quasi per caso. Intervista e monografia Blonde Redhead - Blonde Redhead. Quasi per caso. Intervista e monografia

Altre notizie suggerite