I Sogni di Dan

Con un nome così, vengono subito in mente i Kiss o una qualche band grindcore / death metal, con annesso corollario tematico / visuale di giustizieri apocalittici. Considerando poi che l’altra formazione di cui arricchisce le fila si chiama “i nuovi pornografi”, per Dan Bejar quello dei nomi fuorvianti non è una casualità, ma un vizio. Ma se il super combo indie-power pop di Vancouver è un mostro a più teste – il Nostro è una delle forze propulsive dei New Pornographers insieme a Carl Newman e Neko Case -, Destroyer è una creatura tutta sua, sin da quando, nel lontano ‘96, ne furono rivelate al mondo le prime prove in bassa fedeltà.

La transizione da moniker per occasionali escursioni soliste a band stabile si è velocemente consumata in una manciata di album: Streethawk: A Seduction, del 2001, il primo ad far drizzare le antenne di pubblico e critica, poi This Night e Your Blues, a perfezionare una traiettoria indie folk romantica e straniatamente psichedelica; una parabola di cui il recente Rubies (Merge, 2006) è l’indiscutibile apice, denso com’è (com’era) di meravigliose allucinazioni acoustic pop ispirate da Dylan e Beach Boys, Roy Harper e Robyn Hitchcock, Bowie e Stephen Malkmus. Uno di quei dischi che ti portano a credere di aver trovato un nuovo eroe: è infatti facilissimo affezionarsi al suo songwriting, duttile e fantasmagorico, sul perenne filo tra logorrea folk e perfezione pop, intriso di una densità onirica fuori dal comune.

E, a proposito di sogni, il nuovissimo Troubles In Dreams affronta l’arduo compito di perpetuare le gesta del predecessore, acquistando in omogeneità ma perdendo alcune sfumature di colore in favore di una costante – quanto riuscita – monocromia. Non troppo male, considerando comunque che Bejar proviene dall’ottimo Challengers dei Pornographers, nonché dal triumvirato formato con Spencer Krug (Wolf Parade) e Carey Mercer (Frog Eyes), gli allucinatori Swan Lake (un album uscito a fine 2006, Beast Moans e un altro in lavorazione).

Non bastasse, Dan ultimamente trova anche il tempo di mettere lo zampino nelle canzoni della fidanzata, la cantautrice Sydney Vermont aka Hello Blue Roses. Il loro The Portrait Is Finished, And I Have Failed To Capture Your Beauty, uscito all’inizio di quest’anno per la Locust, è un’altra chicchetta folk-pop (di matrice fieramente Joni Mitchell), caldamente raccomandata a tutti gli addicted del genere. Per favore, non fermate quest’uomo.

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