Discografici vs. completisti: Rino Gaetano. Storie di filologia retromaniaca guidata dall’interesse più che dal rigore

È ormai un ovvietà rilevare che l’industria discografica, per far fronte al momento poco felice che sta attraversando, abbia scelto tra le varie soluzioni quella dello sfruttamento dei grandi nomi del passato anche attraverso la filologia, con edizioni arricchite di ogni materiale possibile; la via insomma dell’usato sicuro e della spremitura del fan/collezionista o dell’ascoltatore che, non orientandosi nell’iperproduzione odierna, per non sbagliarsi va sul classico.

Ma è altrettanto assodato che questa filologia viene spesso messa in atto male (supponiamo in modo interessato), con politiche di pubblicazione che, invece di fornire edizioni definitive, mirano a spennare i collezionisti e soprattutto i completisti, quelli cioè che le rarità le vorrebbero raccolte in modo sensato e non vorrebbero essere costretti all’acquisto di mille doppioni e di un numero spropositato di dischi. Che una ditta pensi ai suoi affari ci sta, ok, ma bisognerebbe avere un minimo di dignità invece di complicare inutilmente discografie che il CD, con la sua durata, permetterebbe di semplificare e ordinare. Un esempio da manuale di queste pratiche che a nostro parere hanno superato il limite dell’offensivo è quello di Rino Gaetano, che qui andremo a sondare attraverso un’analisi soprattutto delle sue antologie postume, soffermandoci sulle principali e tralasciando quelle raccolte “di collana”, ovvero quelle inserite in quelle serie (The Essential, I miti, Un’ora con…, ecc…) che le etichette discografiche dedicano ai loro artisti di punta.

Ma andiamo per ordine. In vita, il cantautore crotonese scomparso nel 1981 ha pubblicato 6 album (Ingresso libero (1974), Mio fratello è figlio unico (1976), Aida (1977), Nuntereggaepiù (1978), Resta vile maschio, dove vai? (1979) ed E io ci sto (1980) più una manciata di canzoni su singoli (I love you Maryanna e Jaqueline sul primo 45 giri con lo pseudonimo di Kammamuri’s, le due parti di Ma il cielo è sempre più blu, Visto che mi vuoi lasciare sul retro di Gianna). Fin qui, abbiamo fatto la prova, si sarebbe potuto raccogliere tutto su 3 (tre) CD, anche includendo Solo con io e la fondamentale Le beatitudini, i due brani postumi apparsi su Gianna e le altre, prima antologia uscita su CD (e unico disco trovabile del cantautore nei lunghi anni in cui sembrava dimenticato; conteneva anche una versione di Ma il cielo… con le due parti incollate insieme già apparsa su un’antologia della storica LineaTre).

In realtà c’era anche qualcos’altro: le due canzoni in cui il Nostro era presente nel Q-Disc con Cocciante e i New Perigeo, qualche canzone live negli archivi RAI e poco altro che diremo; ma anche se l’intenzione non fosse stata raccogliere due album in un CD con in più qualche rarità, come si fa a volte, ma invece un album=1 cd (e se a questo album non avessimo voluto aggiungere bonus tracks), tutte queste rare tracce sarebbero entrate tranquillamente in un solo, ulteriore disco, rendendo la vita più facile a tutti. Un disco che invece non è stato mai fatto, preferendo torturare i fan con uno stillicidio di antologie con inediti (sempre o quasi doppie e triple, e col culmine nella collana di CD “completa” Parola di Rino, uscita in edicola a primavera 2017, che prometteva una sistemazione definitiva e che invece è la più clamorosa delle occasioni perse), che andiamo ad analizzare nel dettaglio per far capire bene cosa intendiamo.

La prima antologia su CD dopo la sunnominata Gianna e le altre nonché la prima dopo la riscoperta del cantautore  è Aida ’93: le uniche “rarità” che presenta sono la versione censurata (della parola “coglione”) di Spendi spandi effendi e quella accorciata, da singolo, di Nuntereggaepiù. La scelta curiosa (e opinabile) è quella di concludere il disco con una cover collettiva di Aida fatta in quell’anno (da cui il titolo) cui partecipano tra gli altri Samuele Bersani, Enzo Carella e Angela Baraldi. Scelta opinabile, ma anche disco tranquillamente ignorabile.

Nel 1998 esce invece La storia: doppio CD, una buona scelta di classici più tutte le canzoni dei 45 giri e i due inediti postumi. Mancano le canzoni del Q-Disc e quelle in tv, non è il disco-raccolta di tracce-non-su-album che si poteva sperare, ma tutto sommato è un’operazione onesta: con 2 cd si hanno le rarità e il meglio, ci si poteva stare senza problemi (sintesi delle rare tracce: Ma il cielo è sempre più blu (parte I), I Love You Maryanna [scritto “Marianna”], Jaqueline, Visto che mi vuoi lasciare, Solo con io, Le beatitudini, Ma il cielo è sempre più blu – parte II).

I problemi cominciano dopo, a partire dalla raccolta successiva: Sotto i cieli di Rino (2003) esce addirittura in tre versioni (CD singolo, doppio e triplo) ed è la prima grande presa in giro riservataci dai curatori dell’opera di Gaetano. Nel dettaglio, la versione da 2 CD contiene un remix di Ma il cielo… ad opera del dj Molella che ha come unico merito quello di restaurare un paio di versi censurati nella versione originale (e come rarità già pubblicate contiene la parte II del brano originale e Le beatitudini), mentre quella tripla è paradossale: secondo chi l’ha pensata bisognerebbe comprare un numero di CD che, come detto, basterebbe a racchiudere l’intera opera del cantautore per avere, come rarità, le versioni in spagnolo di Ahi Maria, Resta vile maschio dove vai, Nuntereggaepiù e E cantava le canzoni, più il brano cantato con Maria Monti su Alice dei Perigeo (Al bar dello sport) e una (1) delle canzoni del Q-Disc (A mano a mano). Avrebbe forse avuto più senso se avesse contenuto tutte le rarità incluse ne La storia, ma no: mancano le due parti di Ma il cielo… (la canzone che dà il titolo all’antologia: complimenti), con in più il paradosso che uno compra un triplo di Rino Gaetano e non ha quattro delle sue canzoni più famose, se non in spagnolo. Un vero capolavoro di sgraziata rapina (sintesi delle rare tracceversione 3 cdnuove: Ay Maria, Maestra del amor, Corta el rollo ya, Y cantaba las canciones, Al bar dello sport (ovvero sogghigni e sesso), A mano a mano; rarità già pubblicate: I Love You Maryanna, Jaqueline, Solo con io, Visto che mi vuoi lasciare, Le beatitudini / versione 2 cdnuove: Ma il cielo è sempre più blu (Molella remix); già pubblicate: Ma il cielo è sempre più blu (parte II), Le beatitudini).

Anche la successiva, Figlio unico (2007), esce in più versioni (tra cui la, ebbene sì, “Cult edition”: mah): singola, doppia, singola con DVD, doppia con DVD. Il DVD è interessante, la versione singola presenta come novità un altro brano dal Q-Concert, mentre quella doppia, oltre a questo, aggiunge due duetti con Anna Oxa e l’inedito Sandro trasportando. A questo punto, secondo chi pubblica Rino Gaetano, per una discografia che starebbe comodissima su quattro CD, un completista avrebbe già dovuto comprare i sei degli album originali più, sommando le tre antologie, altri SETTE. E allora non si sarebbe potuto provare a mettere insieme Sotto i cieli… e Figlio unico per vedere se tra l’una e l’altra si fosse riusciti ad avere l’opera omnia? Ma niente, mancherebbero ancora delle canzoni, in generale non imperdibili (anche perché, a furia di fare antologie, si arriva ad includere anche quei brani minori che NON vuoi su una selezione), a parte una Anche questo è sud che manca da entrambe. Peccato, perché potevamo cavarcela con soli cinque cd: discografia parzialmente incompleta e incasinata, però economica e con tutte le rarità. Niente da fare: arriva il prossimo disco a rifare confusione (sintesi delle rare traccenuove: Il leone e la gallina con Anna Oxa, Ad esempio a me piace il Sud con Anna Oxa, Sandro trasportando,  Ancora insieme – Q Concert / già pubblicate: Ma il cielo è sempre più blu – pt I, A mano a mano – Q Concert, Corta el Rollo Ya, Le beatitudini).

Mentre nel 2007 esce un cofanetto coi sei album originali (con le due Ma il cielo… messe come bonus, chissà perché, sul CD di Aida) e nel 2009 un altro (di quelli con le copertine sottili di cartone senza libretto – e senza i bonus dell’altro) senza rare tracce tranne quelle dette, nello stesso 2009 arriva quella che sembra la pubblicazione più sensata finora: Live and Rarities (2009). È un doppio che sul primo CD presenta appunto un po’ di rarità, sul secondo brani dal vivo (cioè un concerto del ’77 più le canzoni cantate dal vivo in RAI). Bene? No, chiaramente, perché sul primo disco è vero che ci sono svariati inediti (tra i quali quattro canzoni inedite davvero), ma ci sono anche alcuni di quelli usciti sulle raccolte precedenti. Sul CD c’era tutto lo spazio per raccogliere finalmente tutti i brani sparsi, ma è stato invece deciso di metterne alcuni (per esempio, delle quattro versioni spagnole ce ne sono due, di quelle del Q-Disc una). Evidentemente sarebbe stato troppo facile. Però, per il live e per il buon numero di inediti che non compaiono altrove, questo è un acquisto da fare: arrivati qui, sarebbe potuto bastare questo e La storia, e il resto amen. Ma chiaramente non è finita qua (Riassunto – rare tracce nuove: Donde esta el grano (inedito), Ping Pong (demo), Quando il blues arrivò da me (con Anna Oxa), Gina (versione inglese di Gianna), Ufo a ufo (inedito), La ballata di Renzo (inedito), I miei sogni d’anarchia (demo casalingo inedito), 1. Live con i Crash a San Cassiano, luglio 1977: Intro – Mio fratello è figlio unico, 2. Escluso il cane, 3. Spendi spandi effendi, 4. Al compleanno della zia Rosita, 5. E Berta filava, 6. Aida, 7. La zappa, il tridente, il rastrello…, 8. Ma il cielo è sempre più blu, 9. Sfiorivano le viole, 10. I Crash: Marziano noi, 12. Il dritto di Chicago, 13. Spendi spandi effendi, 14. Imagine (con Riccardo Cocciante e Giovanni Tommaso) – rare tracce già pubblicate: Ay Maria, Al bar dello sport (ovvero sogghigni e sesso), Maestra del amor, A mano a mano).

È con E cantavo le canzoni (2010) che diventa definitivamente chiaro che ci stanno prendendo per i fondelli. Il disco parte già male dal titolo: l’idea, facile quanto non proprio di buon gusto, di giocare col titolo di una vecchia canzone di Gaetano per battezzare una sua raccolta postuma non è nuova (era già stata usata per un’antologia della LineaTre e per il tributo realizzato da alcuni gruppi indipendenti nel ’93; e d’altronde esiste anche un’antologia di Elvis chiamata I Was The One), ma evidentemente è difficile cogliere l’occasione di lasciar cadere un’idea stupida, quindi è stato deciso di peggiorarla mettendo il titolo in prima persona; così, oltre che macabro, è pure sgraziato. Il contenuto, poi, è l’ennesima antologia, ovviamente doppia, per avere UN inedito più un altro, ma cantato da Marco Morandi: altri 2 CD per due canzoni. C’è anche qualcuno dei vecchi inediti, scelti più o meno a caso (non sono nemmeno tutti quelli di Figlio unico), e a questo punto cominciamo, oltre che a imprecare forte contro questa derisoria politica degli inediti col contagocce, anche a perderci tra le varie ipotesi di cosa acquistare per avere tutto (Riassunto – rare tracce nuove: Ciao Charlie, Nuoto a farfalla (Marco Morandi) / rare tracce già pubblicate: Ancora insieme, Ma il cielo è sempre più blu, A mano a mano, Il leone e la gallina (con A. Oxa), I Love You Maryanna, Sandro trasportando).

La speranza a questo punto era che i curatori rinsavissero, e anche che gli inediti si fossero esauriti, in modo che finalmente terminasse lo strazio; e invece non si era esaurita la fantasia dei discografici, i quali quattro anni dopo inventano un’altra curiosa (per essere gentili) operazione: Solo con io (2014) ci rivela che negli scrigni c’è ancora qualcosa. Ma invece di fare una bella raccolta di tutte le rarità pubblicate finora aggiungendo le nuove, si fa la solita antologia sul CD 1 (perché ovviamente è un altro doppio) con qualche vecchia rarità, mentre sul secondo CD, insieme ai nuovi inediti, si completa il menu con alcuni di quelli vecchi e con cover di canzoni di Rino ad opera di altri artisti, e altre ad opera della Rino Gaetano band. Un mischione senza grosso senso, in sintesi, prezioso per i nuovi inediti ma insensato per il resto: il remix di E io ci sto è una coattata, le cover erano già apparse sul tributo Dalla parte di Rino (2011) tranne quella di Luca Carboni che canta sulla base originale e le due della tribute band formata, tra gli altri, dal nipote di Rino e da Marco Morandi (Sfiorivano le viole è anche bella, ma a chi interessa sentire sull’antologia di un cantante la sua tribute band?), e quelle di Grignani e della PFM usano nastri con la voce originale del cantautore (in Grignani non si sente, la PFM lo fa meglio). Purtroppo, dato l’alto numero di rare tracce che non si trovano altrove, questo sarebbe stato un acquisto da fare, pur con tutti i suoi limiti. E invece di fare calcoli e combinazioni, cioè provare a vedere se è possibile avere tutte le rarità senza comprare tutto, ci vorrebbe finalmente un disco che le raccogliesse integralmente permettendo al completista di avere l’opera omnia senza dover accendere mutui…(Riassunto – rare tracce nuove: Ad esempio a me piace il sud (live 1975), Aida (Alternative version 1), Aida (Alternative version 2), Penso a lei (inedito), In Italia si sta male (si sta bene anziché no) (versione inedita cantata da Rino Gaetano), Dentro agli occhi miei (inedito), E io ci sto (DanceAndLove Remix) / rare tracce già pubblicate: Ma il cielo è sempre più blu (parte I), A mano a mano, Sandro trasportando, Solo con io, Corta el rollo ya, Y cantaba las canciones)

La retromania di cui dicevamo all’inizio ultimamente ha preso la via del vinile: e così a gennaio di quest’anno si appronta un bel cofanetto di vinili di Rino Gaetano chiamato La discografia. E anche qui lo sconforto: i sei album, il Q-Disc con Cocciante e i Perigeo, il primo 45 giri e quello di Gianna (che sul lato B aveva l’inedito detto all’inizio), poi stop. Di tutto il resto nulla, nemmeno Ma il cielo…, nemmeno Live and Rarities. L’unico pregio è che non contiene nuovi inediti e così si può ignorarlo.

Mentre ancora ci si chiede il senso di un’operazione fatta in questo modo, viene annunciata la collezione da edicola Parola di Rino, che dovrebbe raccogliere, anch’essa, tutta la sua discografia. Andando a vedere il prospetto delle uscite, dopo i sei dischi normali sono annunciati un Live e due Rarities; i dettagli sul materiale incluso non ci sono, ma la speranza si accende: in tre CD potrebbe entrare veramente TUTTO il materiale fuori dai dischi normali, avremo finalmente pace? È facile, ci vuole poco… Il live è il secondo CD di Live and Rarities più le canzoni del Q-Disc e Ad esempio a me piace il sud (live 1975), uscita su Solo con io. E fin qui, tutto bene. I due CD di Rarities, invece, sono la dichiarazione definitiva dell’odio e del disprezzo dei discografici per il pubblico: a un passo dal raccogliere finalmente tutto, lasciano fuori la seconda parte di Ma il cielo…, la seconda delle due versioni di Aida, il lato B del primo 45 giri (Jacqueline) e un pezzo centrale come Le beatitudini, che dell’opera del cantautore è l’involontario e perfetto testamento. Quella che poteva essere l’edizione definitiva fallisce male a quattro canzoni di distanza dalla completezza, per motivi ignoti, visto che lo spazio ci sarebbe stato (i due CD durano circa 50 minuti l’uno, e lasciamo stare la scarsezza delle note del libretto). In compenso (si fa per dire) ci sono le due versioni della tribute band, una Ma se c’è Dio che non abbiamo capito in cosa sia diversa da quella dell’album, e infine l’affermazione finale, se ce ne fosse stato bisogno, di incompetenza e trasandatezza: E io ci sto/Metà Africa metà Europa. Non si tratta di un raro medley tra i due brani, magari dal vivo, e nemmeno di un remix: è semplicemente la canzone che dà il titolo al sesto e ultimo disco del cantautore, nella stessa versione dell’album. Il titolo viene dal 45 giri, che aveva appunto Metà Africa… sul lato B: quindi, in un disco di rarità hanno messo una canzone nella versione già nota ma col titolo sbagliato, sbagliato perché chi ha curato scelta e grafica non ha capito che non era un titolo unico.

Cosa aggiungere dopo questa ultima, spettacolare performance che si commenta da sola? Forse che Le beatitudini mancano perché quello che verrebbe da elencare non sono versetti biblici ma il loro contrario? Diciamo solo che, nonostante tutto, questa collana da edicola è la migliore edizione, perché il materiale raro lo raccoglie su tre CD risparmiandoci parecchie delle antologie precedenti, quasi tutte. “Quasi” perché, se vogliamo completare la raccolta, per avere i quattro brani mancanti qualcuna ci vuole. E alla fine, la migliore rimane La storia, che ne contiene tre. Il quarto, la seconda versione di Aida, non è proprio indispensabile e comunque si trova soltanto su Solo con io, se uno ci tiene. In sintesi, una discografia che entrerebbe su sei cd si può avere comprandone 11 (13 a voler essere proprio pignoli). E questo è quanto, sperando che ‘sti benedetti archivi siano finalmente vuoti: se proprio, qualche live; ma speriamo che lo stillicidio di gracchianti demo inediti sia finito.

Non si dovrebbero però stupire i discografici se, davanti a queste politiche, il pubblico poi scarica selvaggiamente: perché è vero che, volendo, ognuno può farsi il disco che crede, ufficiale e senza doppioni, acquistando i singoli brani dalle piattaforme digitali; ma davanti a un certo modo di fare, evidentemente è forte il tentativo di restituire il favore.

9 Gennaio 2018
9 Gennaio 2018
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