I 5 migliori momenti musicali nei film di Tim Burton

Con l’uscita nelle sale di Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali, torna il genio visionario di Tim Burton, il quale anche se la stragrande maggioranza di critica e pubblico continua a incasellarlo come autore dark e maledetto, è in realtà il più pop dei suoi contemporanei. I suoi film non ricorrono sempre al gotico, stile amatissimo dal regista di Burbank (da Edgar Allan Poe a Mary Shelley), ma sono pervasi e contaminati da un amore per la musica che spazia dai classici anni Cinquanta al glam rock e alla new wave. Per l’occasione, abbiamo scelto di omaggiare i suoi gusti musicali affrancandolo per un momento dalla magia compositiva del sodale Danny Elfman e attingendo dai brani da lui inseriti nel corso di un’intera filmografia (per il suo ultimo lavoro ha ricorso a un talento del calibro di Florence and the Machine).

BatmanPrince (Partyman)

Impossibile non citare il contributo di Prince, che con il suo stile a metà strada tra black, pop e glam contribuì alla resa stilistica di uno dei cinecomic migliori della storia del cinema e a conferire (se possibile) maggior carisma alla figura del Joker, interpretato da un Jack Nicholson in stato di grazia. Memorabile è dunque la scena al museo, ma la popstar  fa capolino anche in un altro paio di occasioni (come ad esempio nella scena della parata, con il brano Trust).

https://www.youtube.com/watch?v=EB-fSOds9AU

BeetlejuiceHarry Belafonte (Day-O (Banana Boat Song))

Premiato con l’Oscar umanitario nel 2015, Harry Belafonte è il protagonista musicale di Beetlejuice, insolita storia di fantasmi diretta da un giovanissimo Burton, già pregno di tutti quei temi che da qui in poi condiranno ogni sua pellicola. La scena della cena a base di gamberoni e della danza tribale dei posseduti protagonisti è già entrata di diritto nell’immaginario collettivo, ma la forza ulteriore conferitale dal brano è inequivocabile. Un altro brano di Belafonte è presente nella scena conclusiva del film: si tratta di Jump In The Line.

https://www.youtube.com/watch?v=i3j9jpBez8g

Dark ShadowsBarry White (You’re the First, the Last, My Everything)

Mosaico tra il pop e la psichedelia di fine anni Sessanta è questo ritratto dell’America in Dark Shadows, tratto da una popolare sit-com a tema vampiresco molto amata dal regista. Al suo interno possiamo ascoltare tutto il suo amore per la musica e il gusto invidiabile per il genere, dai T. Rex a Elton John, passando per Alice Cooper, The Carpenters e Donovan. La scena più divertente della pellicola è forse quella dell’amplesso fantasmagorico tra il Barnabas di Johnny Depp e la Angelique di Eva Green, al ritmo del soul di Barry White.

Mars Attacks!Slim Whitman (Indian Love Call)

Una canzone ci salverà. Se non credete che la musica sia di fondamentale importanza per Burton, non vi resta che ricredervi e guardare come in questa farsa satirica – che cita la fantascienza più classica e autorevole (H.G. Wells) e la mixa con le popolari figurine dei marziani degli anni Sessanta. A salvarci dall’apocalisse, un’anziana signora che ascolta a tutto volume, e noi con lei, Indian Love Call di Slim Whitman.

Big EyesLana Del Rey (Big Eyes)

Dopo aver spaziato in mezzo secolo di musica, ripiombiamo ai giorni nostri con Lana Del Rey, particolarmente efficace nel ricreare i tormenti interiori di Margaret Keane nel biopic sulla celebre artista e pittrice, vittima di un marito imbroglione e opprimente. Sicuramente uno dei prodotti più sobri del regista, ma anche uno dei più sottovalutati in assoluto. Il brano della Del Rey fa capolino nella sequenza onirica al supermarket, mentre un secondo brano (I Can Fly) è presente nei titoli di coda.

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