Oh My Lullaby! 5 ninnenanne per Bloom. Per la serie Wayne Coyne neopapà, i Flaming Lips e noi tutti

Buffo, il rock. Almeno questo potere gli va ancora riconosciuto. Intendo dire: quando ci si mette, il rock è capace di far capitombolare la percezione di un avvenimento. Prendi il caso di Wayne Coyne: non stupisce tanto il fatto che lui, quasi sessantenne, sia finalmente diventato padre, ma che uno come lui – una quasi rockstar tra le più balzane degli ultimi decenni – sia già padre. Come può, mi chiedo, quest’uomo così faustianamente giocoso, con la sua patafisica incandescente, l’irriverenza sonora e iconografica, permettersi di recitare un ruolo tanto intriso di regole socialmente veicolate e condivise come quello del padre?

Parafrasando quel tale, si nasce psichedelici e si muore spingendo un passeggino (e cambiando pannolini, e preparando pappine, e via discorrendo). Poi c’è l’altra celeberrima citazione – così celebre che non mi ricordo l’autore – la quale più o meno recita: il peggior nemico dell’artista è avere una culla nella stanza accanto. Insomma, non posso che felicitarmi col grande Wayne e con la moglie Katy Weaver, soprattutto auguro grandi cose al piccolo Bloom, ma concedetemi un pizzico di preoccupazione: perché è vero che i Flaming Lips da qualche anno sembrano avere smarrito il potere di rigirare come un calzino angolazioni e aspettative, ma dalla loro pressoché totale mancanza di linearità è (era) pur sempre lecito attendersi un colpo a sorpresa, un ritrono di fiamma, persino – perché no? – la smentita di quella sindrome da china senile che ogni rock band con tre decenni e oltre di carriera alle spalle ha pieno diritto di imboccare.

Detto questo, pensando alle nuove e domestiche avventure cui senz’altro Wayne Coyne non si sottrarrà, mi sono sbocciate un paio di considerazioni che ritengo il caso di riportare qui. La prima: non mi è mai sembrato tanto evidente un dettaglio riguardo alle canzoni dei Flaming Lips, ovvero che prevedono quasi sempre una componente fiabesca, il ricorso a un’affabulazione che dislochi le insidie del messaggio (ce ne sono eccome, ce ne sono sempre) dalle parti di un simbolismo più accattivante che inquietante, più buffo che minaccioso, pur mantenendosi nella sostanza assai inquietante e minaccioso. La seconda considerazione, che dalla prima discende, è che in ragione di ciò si prestano bene a un ascolto universale, non si rivolgono cioè a un pubblico di adolescenti scellerati o di stagionati (e talora patetici) adoratori del demonio rock’n’roll, ma possono tornare buone – vedi un po’ il caso – anche come ninnenanne per pargoli bisognosi di sonno, siano essi figli di rockstar o meno.

Anche perché – lo sostengo da padre oramai stagionato – bisogna finirla con questa pandemia di canzonette “per bambini” sterilizzate modello miniclub, depurate di risvolti e allusioni giusto per obbedire all’ideale illusorio di una realtà pura o purificabile. Neanche Disney – con la sua formattazione cartoonistica di favole e fiabe ad uso e consumo della famiglia-modello borghese come nucleo fondativo dell’American Dream – riteneva di doverne estirpare tutto il potenziale perturbante. Non lo riteneva perché sapeva, il buon Walt, che i bambini avevano, hanno e avranno bisogno di allenare le sinapsi intonse all’impurità di un “vero” intriso di inspiegabile, di sottotesto, di simbolico, di misterioso. Ogni genitore in cuor suo lo sa, anche se il più delle volte – spinto da mania profilattica – si rifiuta di accettarlo.

Mi rivolgo quindi idealmente a Wayne Coyne dedicandogli un invito, un regalino di buon augurio: la lista di cinque canzoni (più una) targate Flaming Lips che potrebbero tornare buone come ninna nanna per il piccolo Bloom. Una lista chiosata dalle motivazioni immaginarie di Wayne stesso. Il neo-padre, ne siamo quasi certi, apprezzerebbe. Il figlio, chissà (ma cosa mai sappiamo per certo dei nostri figli?).

5 ninnenanne per Bloom

Do You Realize?
C’è questo miraggio, la visione esausta e abbacinante di un futuro parallelo, figlio mio – scusa se parlo difficile, ma devo – è come una catastrofe muta, il monito a cuore aperto rivolto alla generazione – la tua – che rischia di essere la più post-ideologica della Storia, perdonami se parlo difficile, figlio mio, perdona.

You realize that life goes fast / It’s hard to make the good things last / You realize the sun doesn’t go down / It’s just an illusion caused by the world spinning ‘round»)

Five Stop Mother Superior Rain
Questo mondo, tesoro, è duro, è cattivo, è un ricettacolo di minacce, eppure può sorprenderci in molti modi, non tutti raccomandabili, non tutti comprensibili.

I was born the day they shot a hole in the Jesus egg»)

A Spoonful Weighs A Ton
Tuo padre ti parlerà sempre di amore, perché è questo che un padre deve fare, anche quando ha lo sguardo duro e le parole aspre del divieto, anche quando ti metterà in guardia dal pericolo di vivere e dalla follia del giudicare, anche quando ti dirà che il dubbio è l’unica certezza ragionevole.

They lifted up the sun / Yelling as hard as they can / The doubters all were stunned / Heard louder than a gun / The sound they made was love»)

One Million Billionth Of A Millisecond On A Sunday Morning
Questa te la sussurro piano perché le esplosioni arriveranno più avanti, saranno elettriche ed evocative, ricetta Waters, un giorno saprai, ma te la voglio cantare lo stesso, perché bisogna stare attenti a tutto, figlio mio, anche alle scatole dei cereali, soprattutto a quelle.

This could be the sunrise, or I could be wrong / ‘Cause sometimes what looks like the sunrise / Turns out to be an atom bomb / Bombs are coming’ in cereal packages»)

Be Free, A Way
Raccolgo i resti del messaggio hippy nelle segrete del mio cuore, lo riporto alla luce per te, anche per te, e devo farlo con la delicatezza spietata di un soul – sai cos’è il soul? Beh, lo saprai – solarizzato e androide, ci sono queste radiazioni che un tempo erano catodiche e adesso potremmo dirle informatiche, in pratica sono ovunque, figlio mio, sembrano in grado di tutto, in particolare di rendere astratti anche i sentimenti più concreti, per questo devo provare a dirti qualcosa di minimo, di essenziale, di solido quanto può esserlo un augurio, una raccomandazione.

Is love a God / That we control / To try to trust the pain»)

Bonus Track (the supreme lullaby)

Sunship Balloons
Ripeti con me: l’universo è dalla nostra parte. Ripetilo ancora. E ancora.

Now listen / I don’t know the dimensions of outer space / But if our ability to feel love / Turns out to be just a cosmic accident / I’d like to think this means that the universe is on our side»)

12 Giugno 2019
12 Giugno 2019
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