Pigiama pop party
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Andrea Provinciali
- 1 Marzo 2008
Possiamo dirlo subito: Thao Nguyen rappresenta la nuova promessa del
folk-pop al femminile. Non a caso è stata proprio la Kill Rock Star a
scommettere caparbiamente su questa ventitreenne statunitense dagli
occhi a mandorla. E ciò la dice lunga su quale attenzione le rivolgerà
il panorama musicale indipendente in questo inizio 2008. Già ce li
possiamo immaginare tutti gli addetti ai lavori incensare nel modo più
ostentato questa giovanissima graziosa cantautrice dal fascino
orientale. Anche noi, dopotutto, non siamo riusciti a farne a meno, e
se ci troviamo qui e ora a disquisire piacevolmente su di lei un fondo
di verità dovrà pur esserci. Thao, infatti, ha tutte le carte in regola
per sbancare. E, fortunatamente, non solo dal punto di vista estetico.
Di
origini asiatiche ma residente in Virginia, la Nostra fece notare le
sue doti cantautoriali già ai tempi del college. Qualità che la
condussero poco dopo a pubblicare il suo debutto Like The Linenper una piccola etichetta locale. Poi la svolta: Slim Moon, boss
dell’etichetta di Olympia, non si sa come ne fiuta il talento
spalancandole le porte dell’universo indie, prima inserendola nel 2006
in una raccolta di artisti della sua scuderia, poi facendole
accompagnare il tour europeo di Laura Veirs, fino alla pubblicazione dell’album We Brave Bee Stings And All accompagnata per l’occasione dai suoi fidi The Get Down Stay Down.
Sono
le sue canzoni a convincere e contagiare: semplici e stratificate,
gentili e spumeggianti. Quello che si snoda in esse è un pop
difficilmente catalogabile: ora corre scalpitante su ritmiche
incalzanti, ora si adagia quieto su scarne sonorità per ripartire
successivamente in un turbinio di strumenti, senza mai perdere
l’orecchiabilità di fondo. Immaginatevi Devendra Banhart e Jeremy Warmsley travestirsi da donne pur di partecipare a un pigiama party organizzato da Cat Power, Jolie Holland, Laura Veirs e Beth Orton.
Chitarra acustica, percussioni, hand clapping, fiati e maracas dettano
il tempo al continuo svolazzare di piume d’oca su cui una voce tanto
attraente quanto sbarazzina plana dolcemente accordandosi alla soffusa
atmosfera circostante. Divertimento, spensieratezza, spontaneità e
intimità: sono queste le coordinate sulle quali sembra muoversi la
cifra stilistica della Nguyen. Proprio la sua ultima uscita sembra
teletrasportarci anima e corpo in quell’ammiccante party notturno tutto
piume e trasparenze che, nonostante due intrusi maschili, riesce a
svuotarci miracolosamente di ogni pensiero. E non è poco di questi
tempi. Chi non vorrebbe partecipare?
