“Uno spettro si aggira per l’Europa”. Intervista ai Laibach.
"A spectre is haunting Europe". Interview with Laibach

Abbiamo intervistato i Laibach in vista del loro ritorno in Italia il 5 dicembre al TPO di Bologna, unica tappa italiana per il gruppo industrial sloveno. L’intervista, in esclusiva per Sentireascoltare, spazia su diversi temi, come la censura, i rapporti tra musica pop e fascismo, il futuro dell’Europa, la musica “industriale” e la politica.

I Laibach sono attivi dagli anni Ottanta e, oltre ad essere un pilastro della musica industriale, sono stati anche tra i fondatori del Neue Slowenische Kunst (NSK), collettivo artistico di agenti provocatori nell’arte e nella politica. Nel 2012 hanno allestito un grande happening alla Tate Modern di Londra, hanno realizzato la colonna sonora del film Iron Sky e, come hanno dichiarato nella nostra intervistarealizzeranno anche le musiche del seguito, Iron Sky Coming Race.  Il loro ultimo lavoro, Spectre, uscito lo scorso marzo, non ha mancato di suscitare diverse domande e reazioni, come sempre avviene quando ci sono di mezzo i Laibach.

Laibach

I Laibach sono stati censurati sin dalla loro prima apparizione pubblica. Recentemente avete avuto problemi con il Russian Christian Human Rights Center. Potete dirci qualcosa a riguardo?

Non c’è molto da dire. Il Christian Human Rights Center in Russia ha dichiarato: “la creatività dei Laibach è una glorificazione della crudeltà, della violenza e degli istinti animali e ciò costituisce una violazione di tutte le norme morali e religiose“. Loro credono anche che il nostro lavoro sia “esplicitamente satanico” e sostengono che “è sufficiente segnalare un ‘capolavoro’ (nel repertorio dei Laibach) chiamato Symphony Of The Devil [ in realtà, sarebbe Sympathy for the Devil, una cover da un pezzo dei The Rolling Stones riadattata dai Laibach nel 1988, ndSA] i cui i testi inneggiano al nome del demonio”. Questo è stato pubblicato dall’Istituto russo in una dichiarazione pubblica ufficiale. Dopo più di venti concerti in Russia, realizzati sin dal 1994, il nostro promoter ora ha deciso che i Laibach sono un problema per l’attuale situazione culturale e politica del paese, cosi i nostri spettacoli in Russia sono temporaneamente rimandati.

I Laibach sono conosciuti per il loro uso di un immaginario totalitario. Che cosa rispondete alle persone che vi biasimano per l’uso che fate di questo immaginario?

Noi non ci difendiamo, ma queste persone s’illudono; la gran parte dell’immaginario totalitario di oggi è un prodotto dalla società consumista stessa e dalla cultura popolare. Laibach sta analizzando solo l’ideologia dominante, trasformandola nell’espressione di un immutabile urlo totalitario.

La relazione tra pop music e fascismo è un tema ricorrente nei vostri lavori. Potreste parlarcene?

La relazione tra i due è ovvia: la maggior della cultura pop e della musica, nel capitalismo neoliberista, è completamente conformista, apertamente o inconsciamente nel ruolo dell’avvocato del diavolo. La musica pop ha imparato molto dal fascismo e così abbiamo fatto anche noi…

Quali sono state le vostre influenze musicali e politiche per Spectre?

Siamo stati sempre molto aperti alle varie influenze, e ce ne sono moltissime in Spectre, ma la più importante influenza musicale e politica è costituita dai Laibach stessi.

A cosa sono ispirate le immagini che accompagnano il vostro video The Whistleblowers?

Un nostro amico, il regista norvegese Morten Traavik, ha fatto questo video e dice di essere stato ispirato dall’estetica dei Laibach, per la sua realizzazione. Noi gli crediamo.

Che cosa pensate di movimenti come Occupy e Anonymus?

Bei nomi! I Laibach mettono in pratica i principi dell’anonimato collettivo sin dal 1982, quindi sosteniamo il movimento. Abbiamo anche fatto concerti chiamati Occupied Europe Tours, nel lontano 1983, nel 1985 e anche nel 1994, e dovremmo fare assolutamente un nuovo Occupy Europe.

Cover del disco live dei Laibach "Occupied Europe Tours" realizzato nel 1985

Cover del disco live dei Laibach Occupied Europe Tours realizzato nel 1985

Qual è stato il vostro rapporto con la scena originaria della musica industrial? Vi considerate un gruppo di musica industriale?

Non sappiamo che cosa sia “la scena originaria della musica industrial”. È quella futurista dell’inizio del XX secolo? È il periodo della musica concreta? È Lou Reed o Monte Cazazza? Forse i Kraftwerk? Oppure i gruppi degli anni ’80 e ’90 come Throbbing Gristle, Einstürzende Neubauten, fino a Nine Inch Nails e Rammstein? E qual è la differenza tra i gruppi industrial e metal, o tra i principi industrial di questi gruppi e l’elettronica techno di dj come Umek o Ultraviolence? In passato abbiamo incontrato e collaborato con SPK, Test Dept, Boyd Rice, Current 93, Last Few Days, 23 Skidoo, Kraftwerk e Rammstein, ma non siamo sicuri al 100% di appartenere a questa grande famiglia. D’altra parte noi creiamo e lavoriamo come una squadra, secondo il modello della produzione industriale, il nostro lavoro è quindi “industriale” e il nostro linguaggio è politico, ma questo vale in realtà per la maggior parte della musica pop.

Qual è il processo creativo dei Laibach?

Il nostro processo creativo è stato istituito nel 1982 e non è cambiato nulla da allora. È chiaramente descritto nel nostro manifesto.

La base dell’attività dei Laibach risiede nella sua concezione di unità, che si esprime in ogni media sulla base di leggi adeguate (arte, musica, cinema …). Il materiale utilizzato dai Laibach è taylorismo, rumorismo, fascismo, totalitarismo, disco… Il principio di lavoro è totalmente costruttivista e il processo compositivo è basato sul “ready-made”. La produzione industriale è un processo razionale, ma se si estrae da questo processo l’attimo e si dà enfasi a esso, se gli assegniamo la dimensione mistica dell’alienazione, si rivela la componente magica del processo industriale. La repressione presente nel rito industriale si trasforma, in questo modo, in un dettato compositivo e la politicizzazione del suono può diventare sonorità totale. Escludiamo qualsiasi evoluzione dall’idea originaria; il concetto originale non è evolutivo, ma entelechiano, e la sua presentazione è solo un collegamento tra questa staticità e il cambiamento di determinate unità. Prendiamo la stessa posizione nei confronti degli effetti diretti della materia musicale sulla nostra idea; naturalmente, questa influenza è una necessità materiale, ma è di secondaria importanza e appare soltanto come il sottofondo storico e musicale contingente che, nelle sue possibilità, è illimitato.

LAIBACH esprime la sua atemporalità con i reperti del presente ed è per questo necessario che all’incrocio tra politica e produzione industriale (la cultura dell’arte, l’ideologia, e la consapevolezza) s’incontrino gli elementi di entrambi, sebbene voglia essere parte di entrambi. Questa vasta gamma ci permette di oscillare, creando l’illusione di movimento (sviluppo)”.

Dopo la vostra grande performance alla Tate Modern, in occasione della mostra “Retro-Monumental Avant-Garde”, qual è il vostro rapporto con l’arte contemporanea?

Quello che è sempre stato. Laibach analizza il rapporto tra ideologia e cultura nella sua fase avanzata, anche per come tale rapporto viene presentato attraverso l’arte, quindi siamo sempre stati consapevolmente parte dell’arte contemporanea. Questo è stato probabilmente il motivo principale per cui ci hanno invitato ad esibirci alla Tate.

Laibach live alla Tate Modern

Laibach live alla Tate Modern

Avete composto la colonna sonora per il primo Iron Sky. Come è nata la collaborazione con il regista Timo Vuorensola? Realizzerete anche la colonna sonora per il seguito del film, Iron Sky The Coming Race?

Abbiamo avuto il primo contatto con Timo Vuorensola pochi anni fa, mentre eravamo in tour in Scandinavia. Timo era un vecchio fan dei Laibach e ci ha chiesto se volevamo collaborare con lui per il suo film. In seguito, lo abbiamo incontriamo diverse volte prima che Iron Sky andasse in produzione e abbiamo preso la decisione finale di realizzare la colonna sonora dopo aver visto un po’ di materiale girato. Abbiamo collaborato strettamente e con successo durante la produzione del primo film e ora Timo ci ha invitato a fare la colonna sonora del seguito di Iron Sky.

Quale futuro vedete per l’Europa?

L’Europa cade a pezzi di continuo, ma sembra che a cadere a pezzi sia anche il modo di costituire l’Europa stessa. Ogni volta che tenta di rimettersi in piedi, l’Europa fallisce sempre di più. Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è di un’Europa che vada dall’Atlantico al Pacifico e crediamo in questa visione, ma l’Europa ha prima bisogno di una vera e propria rivoluzione. La vera illusione è che gli obiettivi di giustizia sociale, la stabilità finanziaria e la sostenibilità ambientale possano essere raggiunti entro i parametri del sistema capitalistico globale. Le vere cause della miseria del popolo, dopotutto, non provengono dai danni provocati da alcune centinaia di politici o dall’avidità di alcune migliaia di banchieri, ma dalle dinamiche strutturali che, in primo luogo, consentono e premiano tale comportamento. La crisi di oggi non può essere risolta mediante l’introduzione di piccole regole, o tramite una sorta di “chirurgia estetica” di un qualche tipo. Essa può essere risolta solo mediante la trasformazione in un sistema completamente diverso. Ci auguriamo vivamente che l’idea di un’Europa unita possa essere salvata, ma non la fredda Europa tecnocratica di Bruxelles e delle banche che opera solo secondo i dettami del dogma neoliberista, ma un’Europa ri-politicizzata, fondata su un progetto di emancipazione condivisa. L’Unione Europea deve trovare il giusto equilibrio tra il dibattito e il consenso su una visione d’insieme. Questa visione deve permeare tutti gli aspetti della società. Senza questa visione l’Europa non può progredire ma può solo continuare nel suo declino.

Quale futuro vedete per Laibach e per l’NSK? Quali sono i vostri piani futuri?

NSK non esiste più dal 1992, ma diversi gruppi e progetti dell’NSK sono ancora in corso, anche se non sono collegati in modo sistematico come erano negli anni ’80. Per quanto riguarda i Laibach, stiamo preparando una serie di spettacoli e tour tra oggi e l’autunno del prossimo anno, in Europa, nel Nord e Sud America, e altrove. L’evento più interessante sarà probabilmente quello di Pyongyang, nell’agosto del 2015, ma deve ancora essere confermato. In questi tour stiamo ancora promuovendo il nostro ultimo album Spectre. Inizieremo a lavorare al nuovo album nell’autunno del prossimo anno.

Quali sono i vostri album, artisti o gruppi preferiti al momento?

In genere evitiamo di dare giudizi su altri album, artisti o gruppi, quindi ci scuserete se non rispondiamo a questa domanda.

 

4 dicembre 2014

Laibach has been censored since its first public performance. Recently, you had problems with the Russian Christian Human Rights Center. Can you tell us something about that?

There’s nothing much to tell; Christian Human Rights Center in Russia thinks that ‘Laibach’s creativity is a glorification of roughness, violence and animalistic instincts and is a violation of all moral and religious norms’. They also believe that our ‘creativity (…) is explicitly satanic’. They are saying that ‘it is enough to mark the one “masterpiece” (in Laibach’s repertoire) – called Symphony Of The Devil which lyrics the performers sing in the name of the devils.” This was published by the Center in a public letter and after doing more than 20 concerts in Russia since 1994, our Russian promoter now decided that Laibach is maybe too problematic for the current political & cultural situation there, so our future shows are temporarily on hold.

Laibach is well known for the use of totalitarian imagery. What do you say to people who condemn your use of this imagery?

We don’t defend ourselves, but they live in delusion; the most totalitarian imagery of today is produced by the consumerist society itself and by popular culture. Laibach is only analyzing the prevailing ideology, transforming it into expression of a static totalitarian cry.

The relationship of pop music and fascism is a recurring theme in your work. Can you talk about that?

The relation between the two is obvious; the majority of popular culture and music in neoliberal capitalism is completely conformist, openly or unconsciously acting as the devil’s advocate, used and abused by the very system. Pop music has learned a lot from fascism, and so did we.

What were your musical and political influences with Spectre?

We were always open for influences, so they are also many on Spectre, but the most important musical and political influence was Laibach.

What inspired the imagery used in your video “The Whistleblowers”?

A friend of ours, Norwegian director Morten Traavik did this video, and – as he says – he was inspired by ‘Laibach aesthetics’, doing it. We believe him.

What do you think about Occupy and Anonymous?

Great names! Laibach is practicing the principle of collective anonymity already since 1982 therefore we support the movement. We also did so called Occupied Europe Tours way back in 1983, 1985 and 1994 and we should definitely Occupy Europe now again.

What was your relationship with the original Industrial music scene? Do you consider yourselves an Industrial music group?

We don’t know what the ‘original industrial music scene’ is; is it the futurist one from the beginning of the 20th century? Is it the Musique concrète period? Is it Lou Reed or Monte Cazazza? Maybe Kraftwerk? Or groups from the 80s and 90s, like Throbbing Gristle, Einsturzende Neubauten, all the way to Nine Inch Nails and Rammstein? And what is the difference between the industrial and metal groups? Between the industrial principles of these groups and electronic techno dj’s like Umek or Ultraviolence? We met in the past and collaborated with with SPK, Test Dept, with Boyd Rice, Current 93, Last Few Days, 23 Skidoo, with Kraftwerk and with Rammstein, but we are not sure if we really belong to this family 100 %. On the other hand we do create and work as a team, according to the model of industrial production, our work is therefore industrial and our language is political. But that goes actually for the majority of pop music.

What is Laibach’s creative process?

Our creative process was established in 1982 and has not changed since then. It is clearly described in our Manifest:

The basis of Laibach’s activity lies in its concept of unity, which expresses itself in each media according to appropriate laws (art, music, film…). The material of LAIBACH manipulation is taylorism, bruitism, fascism, totalitarianism, disco… The principle of work is totally constructed and the compositional process is a dictated “ready-made”. Industrial production is rationally developmental, but if we extract from this process the element of the moment and emphasize it, we also assign to it the mystical dimension of alienation, which reveals the magical component of the industrial process. Repression over the industrial ritual is transformed into a compositional dictate and the politicization of sound can become absolute sonority. We exclude any evolution of the original idea; the original concept is not evolutionary but entelechical, and the presentation is only a link between this static and the changing determinant unit. We take the same stand towards the direct influence of the development of music on our concept; of course, this influence is a material necessity but it is of secondary importance and appears only as a historical musical foundation of the moment, which, in its choice is unlimited. LAIBACH expresses its timelessness with the artefacts of the present and it is thus necessary that at the intersection of politics and industrial production (the culture of art, ideology, and consciousness) it encounter the elements of both, although it wants to be both. This wide range allows us to oscillate, creating the illusion of movement (development)”.

After your great performance at Tate Modern  your “Retro-Monumental Avant-Garde” exhibition, what is your relationship with contemporary art?

As it always was; LAIBACH analyses the relation between ideology and culture in the late phase, presented through art, so we were always consciously part of contemporary art. That was also probably the main reason for the invitation to perform in Tate.

You composed the soundtrack for the first Iron Sky. What was collaborating with the director, Timo Vuorensola, like? Will you compose the soundtrack for Iron Sky 2 The Coming Race?

We were first approached by Timo Vuorensola few years ago, while we were touring in Scandinavia. Timo was an old Laibach fan and he asked us if we would like to collaborate with him on his movie to come. Later we met few more times before the Iron Sky actually went into production and we made a final decision, after we have already seen some material. We collaborated closely and successfully during the process and Timo has now also invited us to do music for Iron Sky 2.

What future do you see for Europe?

Europe is constantly falling apart but it seems that falling apart is also her way of constituting itself. Every time it tries to re-establish itself it fails better. What we really need is Europe from Atlantic to Pacific and we believe in it. But Europe first needs a real revolution; the true utopia is that goals of social justice, financial stability and environmental sustainability can be achieved within the parameters of the global capitalist system; the real causes of the people’s misery, after all, are not caused by the corruption of a few hundred politicians or the greed of a few thousand bankers, but in the structural dynamics that enable and reward such behavior in the first place. Today’s crisis cannot be solved by regulation — or ‘cosmetic surgery’ of any kind. It can only be solved by transformation into a different system altogether. We sincerely hope that the idea of United Europe can be saved, but not the cold Europe of the Brussels political technocracy and banking sectors, operating according to the dictations of neoliberal dogma, but a re-politicized Europe, founded on a shared emancipatory project. The European Union must find the right balance between debate and consensus on an overall vision. That vision must permeate into all aspects of society. Without this vision Europe cannot progress and may actually decline.

What future do you see for Laibach and NSK? What are your future plans?

NSK no longer exists, since 1992. We still do different NSK groups and projects, but they are not systematically connected as they were in the 80s. As far as Laibach goes, we are preparing a series of shows and tours between now and autumn next year, in Europe, North and South America, amongst other places. The most interesting concert will probably be the one in Pyongyang in August 2015, but that is yet to be confirmed. On these tours we are still going to promote our latest album Spectre. We will start working on the new album next autumn.

Which are your favourite albums, artists or groups right now?

We generally avoid giving value judgments about other albums, current artists or groups, so you’ll have to excuse us on this.

4 dicembre 2014
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