Il testamento dei cigni

Dal 2002 gli Yellow Swans hanno imposto al mercato undeground USA una presenza massiccia di Vinili, Cd-R, Cassette e split creandosi una fama di tutto rispetto. Spesso sono stati additati come degli eredi dei Wolf Eyes e senza eguagliarne la fama, il futuro avrebbe giocato probabilmente a loro favore. Avrebbe poiché inaspettatamente e senza far troppo rumore il duo si scioglie. Invia e-mail a Pitchfork ed è la fine. O un nuovo inizio, dato che le produzioni postume si susseguono fino ad ora con Going Places, fresca di stampa per Type Records che di loro ha apprezzato il lato più ambient. E’ l’ultimo tassello di un viaggio durato sei anni durante il quale Pete Swanson e Gabriel Mindel Saloman hanno predicato il verbo dronico nei modi più disparati: dalle frattaglie tecnoidi di Bring The Neon War Home alle valanghe Harsh di Psychic Secession fino alle rarefazioni di At All Ends, premessa ideale per Going Places appunto. Ma allora perché sciogliersi?

Gabriel Mindel Saloman: penso che Yellow Swans avrebbe potuto continuare a produrre musica interessante. Detto questo, non so se la band sarebbe potuta più essere una priorità nelle nostre vite. Dallo scioglimento sono emigrato in Canada dove mi sono sposato, ed oltre a continuare a fare musica sono stato molto impegnato col progetto d’arte Red76. Penso che abbiamo smesso per permettere alle nostre vite di prendere nuove direzioni, senza per questo intaccare la nostra amicizia o il lascito della band.

Pete Swanson: Il nostro modo di lavorare è sempre stato basato su una costante frequentazione. Senza questa possibilità, semplicemente abbiamo pensato che la band non avrebbe potuto manterere la sua peculiarità. Inoltre sono fermamente convinto che le cose vadano lasciate seguire il loro corso, e con i YS penso ci siamo fermati quando personalmente ed artisticamente aveva senso farlo.

Dal vostro scioglimento sono uscite diverse pubblicazioni: questo ha portato a qualche commento in giro per la rete, (in un blog descrivono Yellow Swans “il duo drone con più release postume di 2Pac o Eliott Smith”)…

G.S.M.: La confusione o lo stupore delle persone deriva dalla poca familiarità con il tempo che passa tra la registrazione di un disco e il momento in cui si trova negli scaffali di un negozio. Quando ci siamo decisi a smettere con Yellow Swans abbiamo discusso di quali progetti volevamo completare in modo da poter essere soddisfatti con la fine della band. Infine avevamo alcuni accordi con delle etichette che volevamo rispettare.

P.S.: Penso che in questi ultimi anni abbiamo prodotto musica tra la migliore a nome Yellow Swans, e comunque che tutta meritava di essere pubblicata. In particolare sono molto fiero di Going Places.

Type Records. Di sicuro non in molti si aspettavano un release a nome Yellow Swans in questa etichetta.

P.S.: Abbiamo registrato per mesi. Da prima che decidessimo di smettere fino al nostro ultimo concerto. Circa 50 ore di musica da cui tirar fuori un album. Una serie di importanti cambiamenti nelle nostre vite hanno fatto in modo che l’editing prendesse del tempo. Dopo circa un anno avevamo un idea piuttosto chiara su quali pezzi avrebbero potuto costituire il disco, e abbiamo mandato degli MP3 a degli amici. Tramite loro il materiale è arrivato a John della Type che ne è stato entusiasta. Siccome la Load (che ha prodotto gli ultimi 2 album in Studio n.d.r.) era esitante a produrre il disco di una band che non avrebbe potuto supportarlo con concerti, ci siamo decisi per la Type. E penso che il disco sia appropriato per l’etichetta, non è particolarmente rumoroso o caotico.

G.S.M. Un’ultima cosa da dire è che da quando abbiamo iniziato a lavorare con la Load il nostro pubblico è divenuto molto più internazionale, il nostro ultimo show è stato al Sonar di Barcellona, e la Type raggiunge un audience più ampia rispetto alla Load o ad altre etichette con cui abbiamo lavorato.

Nuovi progetti…

P.S.: Ho suonato un po’ come solo nello scorso anno. Ma non sto davvero spingendo come è stato con YS. Ho pubblicato alcuni nastri che saranno ripubblicati come LP e ho finito il mio primo LP per Root Strata. Poi sto iniziando a lavorare per il mio primo album, che sarà probabilmente su Type, ma onestamente cerco di lasciare la musica svilupparsi in varie direzioni e non sono sicuro di quanto ci vorrà. Non ho intenzione di pubblicare qualcosa su larga scala a meno che non mi senta totalmente soddisfatto dal lavoro.

G.S.M.: Come ho detto sono molto impegnato nel mondo dell’arte con Red76, e sto ancora suonando un sacco di musica sia da solo come Sade Sade che in alcune band come Diadem con Aja Rose Bond e la mia anarco-femminista pagan black metal band Bleeder. Finora pubblicazioni in soli nastri e cdr, ma potrebbe cambiare…

Un ultima cosa: come vedete la scena noise attuale, voi che ne siete stati uno dei maggiori esponenti?

G.S.M.: È divertente… Essere presenti sin dall’espansione della scena all’inizio del secolo fino ad ora… è strano fare un bilancio. Penso che ci sia stato un picco creativo ed energetico da qualche parte tra il 2006 e il 2007, ma la sua influenza continua a farsi sentire. Penso che molta musica sia divenuta molto più astratta da allora, specialmente nel mondo dell’Indie-Rock e del Metal. “Noise” sarà sempre un etichetta per il non-intelleggibile, qualsiasi sia il genere che racchiude. Le mode scompariranno ed alcuni artisti continueranno a sviluppare le proprie cose. Finchè la cultura non tornerà ancora ad intersecare le strade dove essi sono già. Yellow Swans è stato fortunato da suonare con artisti come Charlambides, Daniel Menche, Smegma, Astral Social Club ed altri che fanno quel che fanno perchè ha senso per loro, e non perchè è parte di un genere che ha seguito.

P.S. Non lo so… Quando smettemmo con la band era piuttosto stanco di tutta la scena. Troppe band che si assomigliavano l’una con l’altra, e non molta gente con l’intenzione di seguire un percorso personale. Nonostante questo ho trovato molta musica ispirata nell’ultimo anno come non ne ricordavo da tempo. Le recenti cose di Graham Lambkin, Mouthus, Moniek Darge, Operative, Bill Orcutt, John Wiese… Qualcosa continua a succedere e spero sia avventuroso e ispirato. Sono per l’alienazione come opposizione alla familiarità.

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