ABC
The look of 80's
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Alessandro Pogliani
- 23 Novembre 2024
ABC è il nome scelto nel 1980 dai Vice Versa, formazione post-punk della scena di Sheffield, per dare vita ad un nuovo concept musicale, intendendo “fondere gli Chic e gli Earth, Wind & Fire con i Cure e i Joy Division” e sfruttando le doti vocali e di lyricist di Martin Fry (che, andato ad intervistare per la sua fanzine Modern Drugs Stephen Singleton e Mark White, i due principali membri dei Vice Versa, viene da loro cooptato nel gruppo come tastierista).
Con il primo singolo, gli ABC (con Fry alla voce, White tastiere e chitarre e Singleton al sassofono, con l’aggiunta di Mark Lickley al basso e David Robinson alla batteria) azzeccano subito il jackpot: Tears Are Not Enough entra nella top 20 UK. L’album di debutto (durante le registrazioni Lickley esce dal gruppo e David Palmer rimpiazza Robinson), uscito nel giugno del 1982, ne sancisce definitivamente il successo, non solo di pubblico (n° 1 nella UK chart e disco di platino): The Lexicon of Love si dimostra uno dei migliori lavori pop degli anni Ottanta. Collezione miracolosamente senza défaillances di splendide canzoni (The Look of Love, Poison Arrow, Show Me, Valentine’s Day, All Of My Heart, la nuova versione di Tears Are Not Enough), l’album è caratterizzato dalla sontuosa e innovativa produzione di Trevor Horn e della partecipazione di altri nomi (Gary Langan come sound engineer, JJ Jeczalik per la programmazione del Fairlight, Anne Dudley per gli arrangiamenti orchestrali) che si ritroveranno tutti nel progetto Art Of Noise.
Nel 1983 esce il mini-film (55 minuti) Mantrap (diretto da Julien Temple), videoclip-lungo / corto-metraggio con la band protagonista di una improbabile spy story, in linea con lo zeitgeist che vede il book di MTV e della look generation. Nello stesso anno esce il secondo album degli ABC: Beauty Stab è più chitarroso e rock del precedente e, almeno nelle intenzioni, maggiormente ispirato al mondo dei Roxy Music, più primo periodo (vedi l’opening track e primo singolo That Was Then but This Is Now) che secondo (malgrado la sezione ritmica presa di peso da Avalon, con Andy Newmark alla batteria e Alan Spenner al basso). Simon Reynolds lo ha citato tra “gli LP maggiormente sabotatori di carriera nella storia del pop”, ma il lavoro rimane comunque di ottimo livello (con il picco rappresentato dalla solida ballata S.O.S.). Nel 1985, prima della registrazione del terzo album, Singleton si defila: con l’ingresso nella line-up la giornalista Fiona Russell Powell (nella parte della fatalona Eden) e il fotografo americano David Yarritu (nella parte del piccoletto, pelato e occhialuto da cartoon), scelti da Fry e White solo per il loro look, il gruppo prende le forme di un fumetto. Sul fronte musicale il divertente synthpop di plastica di How To Be A… Zillionaire! regge, entrando nei primi 30 titoli della UK album chart e di Billboard.
Nel 1987, dopo un periodo di sospensione nel quale Martin Fry si è visto diagnosticare il linfoma di Hodgkin, combattuto e vinto, esce il quarto album ABC, Alphabet City, che vede la partecipazione di Bernard Edwards degli Chic per le due tracce principali (When Smokey Sings e The Night You Murdered Love), il ritorno di Anne Dudley per gli arrangiamenti di Bad Blood e One Day, e la produzione di Richard Niles (tra i responsabili del suono di gruppi come Living In A Box, Swing Out Sister, e del capolavoro Slave To The Rhythm di Grace Jones). Nel 1988 Fry e White producono alcune tracce per la meteora Lizzie Tear e per l’album di debutto di Paul Rutherford dei Frankie Goes To Hollywood, ma la parabola discendente aumenta di inclinazione: con l’album Up, pubblicato nel 1999 gli ABC si accodano dietro il fenomeno house senza destare entusiasmi (unica nota positiva: il remix di One Better World da parte di Mike Pickering e Graeme Park dell’Haçienda di Manchester).
Abracadabra, il sesto album del 1991, offre pochi spunti interessanti e comunque sempre derivativi (l’apporto di Phil Manzanera per Spellbound, la citazione diretta della Love Unlimited Orchestra in Unlock The Secrets Of Your Heart, i riferimenti italo disco di Say It, remixata dai Black Box o di This Must Be Magic, evidente saccheggio di Searching dei Change): dopo la pubblicazione Mark White lascia, e Martin Fry rimane il solo tenutario del brand ABC. Un lungo periodo di pausa, e nel 1997 Fry tenta il primo rilancio: l’album Skyscraping vede il coinvolgimento di Glenn Gregory (Heaven 17) e Keith Lowndes, ma malgrado gli sforzi non riesce ad attecchire. Stessa sorte per Traffic, ulteriore rentrée del 2008 che vede il recupero di David Palmer come co-autore e di Gary Langan come sound engineer: qualche pezzo discreto (The Very First Time, Caroline, One Way Traffic, Minus Love), ma zero interesse mediatico. Nel frattempo Fry continua ad esibirsi dal vivo (nel 1999 è uscito un Lexicon Of Live), spesso insieme ad altri protagonisti degli anni Ottanta (vedi per esempio lo show Tony Hadley vs. Martin Fry del 2005, di cui esiste anche un DVD), sfruttando l’onda della nostalgia ma soprattutto supportato da un curriculum invidiabile di ottime canzoni: importante l’esperienza nel 2001 per Night Of The Proms, dove il Nostro si esibisce, indossando l’iconico completo di lamé dorato, accompagnato da un’orchestra di 72 componenti.
Nell’aprile del 2009 Fry ripropone live The Lexicon Of Love alla Royal Albert Hall di Londra con la BBC Orchestra diretta da Anne Dudley: da qui comincia a prendere forma l’idea di proporre un sequel all’album del 1982, che si concretizzerà nel maggio del 2016. The Lexicon of Love II entra nella UK Albums Chart in quinta posizione, segnando il ritorno nella Top Five trentaquattro anni dopo il precedessore. Nel periodo 2015-2016 si registrano anche la partecipazione alla bizzarra compilation 80’s Re:Covered – Your Songs With The 80’s Sound con una versione straniante di High & Dry dei Radiohead, e alla colonna sonora del film Eddie The Eagle.
Il 21 giugno 2022, esattamente 40 anni dopo l’uscita dell’album capolavoro, Martin Fry riporta gli ABC a casa, con un sontuoso Live At Sheffield City Hall, che nel 2023 verrà pubblicato in versione doppio CD o triplo vinile viola scintillante (disponibile ovviamente anche online): il concerto, ancora in formula orchestrale (dirige sempre Anne Dudley), riepiloga e celebra una carriera invidiabile, che nell’estate del 2024 viene raccontata anche in forma di libro nell’autobiografia di Fry A Lexicon of Life (con album allegato di esclusive versioni acustiche).
