Balmorhea

I Balmorhea – pronunciato “Bal-moor-ay” – nascono nel 2006 a Austin, Texas, per volontà di Rob Lowe e Michael Muller. Accompagnato dai talentuosi strumentisti Aisha Burns (violino), Nicole Kern (violoncello) e Travis Chapman (contrabbasso), l’ormai quintetto texano tesse le trame dei suoi lavori attorno a strutture post-rock e a influenze classiche. Non a caso, tra i maggiori ispiratori, Lowe e Muller citano da sempre Ludovico Einaudi, Claude Debussy e Ludwing van Beethoven.

Il 2007 è l’anno del debutto omonimo auto-pubblicato, cui segue, a un anno esatto di distanza, Rivers Arms. Dopo aver girato in lungo e in largo gli Stati Uniti, e aver dato alle stampe l’EP dal nome Tour, nel 2009 la band pubblica All is Wild, All is Silent, disco capace di racchiudere in sé scorci di folklore texano. La prolificità del gruppo di Austin, che gli consente di pubblicare un album all’anno, ci porta nel 2010 a Constellations, il lavoro dal minutaggio più breve dell’intera produzione targata Balmorhea. Oltre a caratterizzarsi per un suono molto più minimale rispetto a quello dei lavori precedenti, il disco chiede all’ascoltatore di rivolgere “uno sguardo al cielo notturno, in riva al mare d’inverno con pace e inquietudini a mescolarsi nelle viscere” (dalla recensione del nostro Giampaolo Cristofaro) .

Dopo due anni di stop i Balmorhea tornano con un nuovo lavoro dal titolo Stranger, in cui, come accennato in sede di recensione, “il camerismo dei dischi precedenti qui accoglie variazioni di suono e dinamica dovute ad una palette strumentale che adesso include anche, tra le altre cose, inserti elettronici, chitarre elettriche, oltre a una maggiore presenza delle percussioni”.

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