Eternal Tapestry

“Psych-rocking space travelers”, sono definiti i cinque Eternal Tapestry da Portland, Oregon, per la loro capacità di fornire un sunto di acid-rock, psych primitivista Americana, deliqui hard-psichedelici con un tocco di personalità.

Fondato da Nick Bindeman (Jackie-O Motherfucker) e Dewey Mahood (Plankton Wat), in base all’amore per i Neu! e Sonny Sharrock, con l’aggiunta del fratello del primo, Jed (Heavy Winged/Jackie-O Motherfucker), il gruppo ha iniziato a pubblicare dischi e soprattutto formati minori – tra cui Vibrations New Dawn, Mystic Induction, Altar of Grass, Declining Star e Sea of Silk – nel 2007.

Nel 2009, l’ingresso di Ryan Carlile al sax e synth apporta quella weirdness che ne segna il percorso, specie in album come The Invisible Landscape (un «magmatico flusso montante di deliqui psichedelici che si gonfiano in heavyness krauta reiterata e incessante», si diceva in recensione) e Palace Of The Night Skies. A concludere il quintetto, l’ingresso del bassista Krag Likins nel 2010, anno in cui comincia la stabile collaborazione con la chicagoana Thrill Jockey, segno che gli umori psych disseminati in dischi e palchi di mezza America hanno finalmente attecchito. Beyond The 4th Door è il primo album targato TJ e il primo in quintetto; pubblicato nel 2011, il disco perfeziona le atmosfere da immaginario space-primitivista del pregresso e mostra degli Eternal Tapestry «molto meno corposi e cosmici» rispetto al passato «e più radicati ad una visionarietà terrena e deserticamente materica».

Più di un indizio per il lavoro che segue a stretto giro di posta: Night Gallery, sempre Thrill Jockey e sempre del 2011, è una collaborazione in nome della psych più sfatta, sfocata e drogata con Cameron Stellones a.k.a. Sun Araw, in quattro lunghe suite senza titolo indubbiamente trance-inducing. Ormai lanciati nell’empireo del psych-underground, gli Eternal Tapestry continuano a sfornare dischi in quantità industriali: nel 2012 è il turno di Dawn In Two Dimensions, prima, e di World Out Of Time poi. Nel primo si dà sfogo «al lato più free e sfattone del proprio fare musica», nel secondo si allarga lo spettro delle possibilità “kraute”, provando «a giocare la carta a sorpresa del collage tra impro e composizione, in presa diretta».

Guru Overload, release solo vinilica a favore di una fondazione no-profit per la tutela dell’Orangutan del Borneo, è il primo vagito in un triennio di imbarazzante silenzio per una band prolifica come gli Eternal Tapestry; è pubblicato dalla piccola Oaken Palace Records e fa da prologo al comeback vero e proprio targato sempre Thrill Jockey. Wild Strawberries, come da titolo, è un monumentale doppio album che mette in fila 8 suite selvagge e ad ampio spettro, maturate in un periodo di isolamento nelle montagne dell’Oregon che si risolve forse nel miglior passo di una discografia corposa e di buon livello.

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