Otis Redding (US)

di editore

Biografia

Foto: Michael Ochs Archives/Corbis.

Nato a Dawson, in Georgia, nel 1941, Otis Redding viene considerato uno dei più grandi interpreti e autori di soul e rhythm and blues, malgrado una carriera molto breve, avviata nel 1960 e conclusa dal tragico incidente aereo del 10 dicembre 1967.

Il primo successo risale all’ottobre del 1962, quando la Stax/Volt pubblica il singolo These Arms Of Mine, una composizione dello stesso Redding che ne esalta il timbro vellutato ma dalle dinamiche irrequiete, di cui il lato B Hey Hey Baby è esempio formidabile con la sua grana rock’n’roll capace di trasportare Little Richard in un territorio meno isterico e presagendo la fase matura del rock di metà 60s. L’album d’esordio Pain In My Heart, uscito nel 1964, contiene una irresistibile carrellata di cover (di Rufus Thomas, Sam Cooke e Chuck Berry tra gli altri) più quattro pezzi autografi che gli garantiscono ottimi riscontri di critica e un discreto successo commertciale, tanto che il lavoro successivo – che ne ripete sostanzialmente la formula – può fregiarsi del titolo The Great Otis Redding Sings Soul Ballads.

Il successo del singolo Mr. Pitiful – decimo posto nelle chart RnB – è solo un antipasto rispetto a quello che accade col terzo album Otis Blue/Otis Redding Sings Soul (settembre 1965), capolavoro assoluto della musica black che contiene gemme scritte da Redding quali Respect e I’ve Been Loving You So Long così come cover straordinarie, tra cui la languidissima My Girl (di Smokey Robinson) e una non meno che travolgente Satisfaction (targata, va da Sé, Rolling Stones). Il successo prosegue anzi si rafforza inarrestabile con The Soul Album (aprile 1966) e Complete & Unbelievable: The Otis Redding Dictionary of Soul (ottobre 1966), consolidandosi poi con King & Queen (marzo 1967) in duo con “la reghina del Memphis soul” Carla Thomas, figlia del grande Rufus. Indicato ormai come uno dei più grandi soul man in circolazione, Otis ottiene importanti riconoscimenti anche dal mondo del rock, come testimonia la partecipazione al Monterey Pop Festival del giugno 1967 (unico musicista di matrice soul/RnB in cartellone).

All’apice del successo, durante un trasferimento aereo che lo sta portando a Madison, nel Wisconsin, dove la domenica sera del 10 dicembre 1967 è in programma l’ennesima esibizione, il suo bimotore a elica precipita provocando la morte di Redding e di altri quattro membri della sua band, i Bar-Kays (si salverà miracolosamente solo il trombettista Ben Cauley). Tre giorni prima dell’incidente, Otis aveva inciso (Sittin’ On) The Dock Of The Bay, destinata a diventare il suo più grande successo, così come The Dock Of The Bay (febbraio 1968), l’album in cui viene inclusa.

Leggi tutto

Altre notizie suggerite