Paolo Angeli (IT)

Biografia

Paolo Angeli è nato a Olbia nel 1970 e vive l’infanzia a Palau, dove inizia a suonare la chitarra sotto l’attento sguardo paterno, imitando gli eroi del rock americano. Nel 1989 decide di iscriversi al DAMS di Bologna, dove viene attratto dal progetto Laboratorio di Musica & Immagine composto da 14 musicisti in bilico fra ricerca colta e avant. È negli studi bolognesi di etnomusicologia che paradossalmente Angeli scopre la musica sarda liturgica. Nasce quindi fin da subito una passione impegnata su due fronti, tradizionale e sperimentale. Si laurea in canto e chitarra gallurese e logudorese grazie anche all’incontro con Giovanni Scanu, da cui Angeli andrà “a bottega” per anni. Uno studio che lo condurrà di lì a poco a buttarsi letteralmente in una ricerca di campo sul canto sardo, come un Alan Lomax redivivo.

Dall’evoluzione dei due interessi nascono i primi embrioni della chitarra sarda preparata a 18 corde, un ibrido fra chitarra baritono, violoncello e batteria, strumento che accompagnerà l’autore in tutti i suoi dischi e che oggi, a distanza di vent’anni, può dirsi largamente corale, tanto da meritare l’attenzione di un vate del jazz come Pat Metheny. Nel 1995 esce il primo disco di Paolo Angeli, Dove dormono gli autobus, un’autoproduzione Erosha, che mostra fin da subito quell’eclettismo parossistico. Linee di Fuga del 1998 preme il pedale sui valori del sampling rumoristico, rielaborando sempre più quella chitarra sarda così gravida di fascino e storia.

Il nuovo millennio rappresenta per Angeli l’inizio di una serie fortunata di collaborazioni, a cominciare da quella con lo scrittore Alberto Masala e passando per Hamid Drake e Antonello Salis, sodali inscindibili, finendo con Evan Parker e Mats Gustafsson. Gli album in solo dello stesso periodo non possono che risentire di questi contributi. Infatti Bucato del 2003, l’inciso cinematico dal forte timbro zappiano di Nita l’angelo sul trapezio del 2005, Tessuti del 2007 e Tibi del 2010 cercano di fare propri idiomi più limitrofi al free, al rio e all’elettroacustica, generi non a caso associabili al lavoro della ReR di Chris Cutler nella cui scuderia Paolo Angeli entrerà fin da subito.

In tutto questo, l’autore è riuscito nell’intento formidabile di tracciare nuovamente una identità mediterranea: bellezza sospesa fra luci e ombre, schegge di storia antica. Su questi presupposti nascono lavori quali Sale qb del 2013 e S’U del 2015, l’uno elogio di un mare come stabilizzatore naturale e nello stesso tempo analogia d’avventura, l’altro come giornale di bordo del tempo che passa su sentieri quanto mai incerti.

Leggi tutto

Altre notizie suggerite