Primati

Il nome è una garanzia“, suggerisce la press e visto che questi Primati non ne vogliono sapere di far conoscere i loro nomi, da dove vengano, cosa suonino ecc., se non in maniera confusa, sussurrata, legata ai “si dice” e ai “si mormora”, partiamo dalla musica che alla fin fine è ciò che veramente conta. Quella che i Primati affidano a Degenerate Party – il loro esordio su Flop Records – è esattamente ciò che uno potrebbe aspettarsi da un titolo del genere: musica per un party “pirata” tra degenerati e reietti, per punk ormai cresciuti ma che non dimenticano le origini, per avidi consumatori di vinili impolverati. Il tutto suonato ovviamente come dei primati, evoluti quanto si vuole ma pur sempre primati, pertanto in maniera grezza e selvaggia, irruente e viscerale, toccando tutti gli ambiti del rock: da quello dei primordi a quello virato garage, dalla propulsione del punk e dell’hardcore più evoluto fino al r&b melodico e da sing-a-long. Non  è un caso che i quattro – Pol G (voce), Fabio (batteria), Silvio (chitarra) ed Elisa (chitarra) – abbiano avuto trascorsi in band romane dall’impatto micidiale per l’underground italiano come Brutopop e Assalti Frontali.

Come in una distopica rendition del “Pianeta delle scimmie”, i Primati riemergono dal sottosuolo col loro “dirty basic rock ‘n’ roll per ridere in faccia alla cosiddetta vita civile che regna in superficie“.

 

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