Roll The Dice (SE)

Biografia

Duo elettronico di stanza a Stoccolma composto da Peder Mannerfelt e Malcolm Pardon, i Roll The Dice sono tra i protagonisti del ritorno alle sonorità analogiche assieme all’apripista Oneohtrix Point Never e a vari fenomeni quali Expo ’70, Jonas Reinhardt e Emeralds.

Mannerfeld, con Henrik Von Sivers, è attivo come The Subliminal Kid (duo techno nato nel 2006) ed è impegnato anche nei Fever Ray (di cui è touring member); Pardon, dopo un passato indie nei primi 90 con i Kinky Machine, si è trasferito (e fatto un nome) in Svezia come compositore di colonne sonore per tv e film.

La caratteristica formula del duo, guidata da scambi per synth e piano, accompagnamenti di dettagli ritmici, armonizzatori, rumori d’ambiente e droni anch’essi elettronici, prende forma con un promettente – ma ancora non del tutto a fuoco – esordio omonimo su Digitalis del 2010, ma è con il successivo In Dust (2011), pubblicato per la prestigiosa Leaf, che la coppia si fa conoscere al pubblico e inaugura una direzione caratterizzata da contorni più nitidi e tinte decisamente più fosche.

I segni distintivi della svolta intrapresa dal duo si riassumono in atmosfere opprimenti e in uno studiato collasso emotivo inscenato attraverso misuratissima improvvisazione e loop, stasi e nervosi crescendo al piano che ricordano i pianismi “fisici” di Francesco Tristano e Brand Brauer Frick. Gli arrangiamenti si affiancano alle contemporanee derive di Xander Harris e Umberto, ma prendono a piene mani sia dall’horror vacui di Tangerine Dream e Cluster, sia dalla compagine contemporary classical di casa Erased Tapes (Ólafur Arnalds, Peter Broderick,  Nils Frahm). Il nostro Antonello Comunale, inserendo il disco tra i suoi album preferiti del 2011, parla anche di una “sci-fi malmenata e polverosa” e più in generale di una “maniera prettamente cinematografica [che] guida la mano dei due verso il minutaggio esteso, verso scenografie di corredo con rumori d’ambiente e note sostenute di piano“.

Il terzo lavoro, Until Silence, viene pubblicato nel giugno del 2014, dopo che Mannerfelt ha licenziato in solo l’album di harsh electronics Lines Describing Circles (Digitalis, gennaio 2014) e la coppia ha pubblicato un EP con Pole ovvero Stefan Betke (Roll The Dice Meets Pole ‎- In Dubs, 2012). La ragione sociale Roll The Dice è rimasta accasata presso Leaf, ma alla ricetta si è aggiunto un nuovo ingrediente: una sezione d’archi di 26 elementi coordinata da Erik Arvinder . “Volevamo portare la musica all’estremo”, afferma Mannerfelt nella press release, “renderla sia più dura, sia più scura, ma anche maggiormente romantica ed emozionale. E’ come se ci si trovasse nel mezzo di qualcosa di massiccio, caotico e brutale mescolato con sentimenti di perdita e totale resa“, continua il musicista, che specifica “volevamo rapportare un singolo essere umano e le sue esperienze personali con qualcosa di proporzioni devastanti”. “Se l’album non ha a che fare con la guerra in senso stretto“, ribadisce, “la vita di tutti i giorni potrebbe averne, ed è anche questo che volevamo catturare”. La premiere live del disco è stata fissata al Sónar Festival 2014.

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